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G.M.Z. 2 ottobre 2020
Montagne di alghe, ritardi e proroghe
Ancora ritardi nella gestione della posidonia ad Alghero, ed ancora una proroga. Cresce il rischio di perdere enormi quantità di sabbia. Autorizzata l´apertura straordinaria dei siti di stoccaggio di Cuguttu e Punta Negra per altri 6 mesi


ALGHERO - Occhi puntati sulle montagne di posidonia e sabbia accumulate a Cuguttu, nei pressi del Palazzo dei Congressi. Si tratta del materiale asportato dalle spiagge di Alghero tra aprile e giugno del 2019 dal Comune e dai concessionari degli stabilimenti balneari, anche grazie ai contributi pubblici erogati tramite Confcommercio (era la prima volta che accadeva). Cumuli però che sarebbero dovuti stazionare soltanto temporaneamente nel sito di stoccaggio, ma che l'Amministrazione, fino ad oggi, non è ancora riuscita a rimuovere: si tratta di una distesa immensa, ma ciò che preoccupa maggiormente è che la quantità di "oro bianco" presente insieme alla posidonia è altissima.

Così il sindaco algherese corre ai ripari e proroga di altri 6 mesi - fino alla fine di marzo del 2021 - l'ordinanza congiungibile ed urgente con la quale nel marzo scorso autorizzava il mantenimento della posidonia nell'ex sito di stoccaggio, in attesa del definitivo trasporto a San Marco (in una zona attigua al nascituro impianto). Una situazione analoga a quella che avviene a Punta Negra: in questo caso nei mesi scorsi vennero eseguiti un paio di viaggi verso Quartu, ma i lavori finirono presto per bloccarsi. Tanto che Conoci autorizza il mantenimento della posidonia (misto sabbia) per ulteriori 6 mesi anche alle spalle di Fertilia.

I continui ritardi però, suggeriscono al primo cittadino di individuare una sorta di "piano B", in caso di mancata realizzazione dell’impianto per il trattamento della posidonia annunciato ormai da diversi mesi a San Marco. Sebbene il trasporto nella cosiddetta zona di "messa in riserva" dell'area industriale alle porte della città rimanga la soluzione principale, il sindaco dispone, trascorsi ancora 6 mesi, l’avvio della posidonia depositata nei siti di Cuguttu e Punta Negra presso gli altri impianti di recupero operanti in Sardegna (leggasi Quartu). La speranza è che non si perda altro tempo: è chiaro, infatti, che la gestione oculata dei litorali contempli interventi cadenzati durante tutte le stagioni, cosa che ormai da mesi non avviane con regolarità.

Nonostante la strumentalizzazione politica che sulla posidonia fu fatta in occasione delle recenti elezioni comunali, poco o nulla è cambiato in città nelle ultime due estati, se non in peggio. Tanto che l'ex assessore Selva, oggetto di furibonde critiche nell'arco del suo mandato (memorabile la protesta del dicembre 2018 a San Giovanni), ha potuto togliersi più di un "sassolino" dalle scarpe nel vedere quante difficoltà hanno incontrato gli attuali amministratori nel garantire un'apprezzabile qualità dei litorali interessati dallo spiaggiamento. Un aiuto in questo senso potrebbe arrivare dal recente stanziamento regionale sul triennio 2020-2022 per far fronte alle spese di rimozione: 1,8 milioni che però dovranno essere ridistribuiti su tutti i comuni costieri sardi.

Nella foto del 2019: le montagne di posidonia e sabbia depositate in zona Cuguttu
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