Ieri mattina il taglio del nastro. «Cantiere da 18milioni concluso a tempo di record», sottolinea il sottosegretario alle Politiche agricole Francesco Battistoni. «Pronti a nuove sfide», rilancia il Consorzio di bonifica della Nurra
OLMEDO - Il taglio del nastro dell’opera irrigua più importante del territorio del nord ovest della Sardegna si è svolta ieri (venerdì), in un clima di vera festa. Rappresentanti delle Istituzioni, esponenti politici e delle organizzazioni agricole si sono dati appuntamento a Monte Baranta, il quartier generale allestito per l’occasione dal Consorzio di bonifica della Nurra, per celebrare la fine dei lavori di riqualificazione dei 6791metri di canale adduttore realizzato nel 1965 e che collega il Rio Cuga alla vasca di Monte Baranta, nel territorio comunale di Olmedo. Un’opera di ingegneria idraulica costata 18milioni di euro (Fondi del Ministero delle Infrastrutture e dell'Agricoltura) e che «si è portata a termine in tempi da record», ha commentato il sottosegretario alle Politiche agricole Francesco Battistoni, in collegamento video, con altri esponenti del Parlamento, come i presidenti delle Commissioni Agricoltura alla Camera Filippo Gallinella e al Senato Giampaolo Vallardi, tutti intervenuti per sottolineare l’ottimo lavoro di gestione e coordinamento svolto dal Consorzio di bonifica.
L’inaugurazione della condotta di Monte Baranta, oltre a rappresentare un valido esempio di come le risorse pubbliche possono essere spese in fretta e bene, ha offerto appunto l’occasione per puntare i riflettori sul ruolo dei Consorzi di bonifica della Sardegna, ufficialmente esautorati di competenze, ma di fatto chiamati a risolvere i problemi, in virtù di una convenzione. Il presidente del Consorzio di bonifica della Nurra Gavino Zirattu, a questo proposito, ne ha approfittato per strappare un impegno a tutti i presenti: «Serve una revisione della Legge 6, la legge quadro del 2008 in materia di Consorzi di bonifica, con una ridefinizione di ruoli e competenze, adeguando il quadro normativo alle reali esigenze di regimentazione delle acque e sicurezza idraulica e ambientale dei territori della Sardegna. I Consorzi di bonifica si candidano a diventare il braccio armato di una sfida che riguarda la riqualificazione integrale del territorio e in questo frangente hanno dimostrato di avere tutte le carte in regola per poterlo fare». E’ stato lo stesso Zirattu a ripercorrere l’iter dell’opera pubblica, ricordando i problemi principali del vecchio canale a cielo aperto, con le perdite diffuse valutate nell’ordine del 25percento circa rispetto alla portata.
«L’infrastruttura appena realizzata è stata collaudata ed è già in funzione dal primo aprile», le parole della neocommissaria per le opere idriche in Sardegna Angelica Catalana, funzionaria del Ministero delle Infrastrutture, intervenuta in videoconferenza con Simona Angelini, del Dipartimento delle Politiche agricole. Sotto il grande gazebo allestito per l’occasione, invece, c’era l’anima della Nurra: i sindaci di Alghero, Ittiri, Olmedo, Porto Torres, Sassari e Uri in fascia tricolore, gli assessori regionali, i parlamentari del territorio e i rappresentanti delle associazioni Copagri, Confagricoltura, Coldiretti e Confederazione italiana agricoltori. Anche il direttore generale di Anbi Massimo Gargano, presente all’evento, ha voluto sottolineare l’importanza del progetto: «E' un’opera di grande orgoglio per l’Anbi e per il tutto il Paese. La condotta irrigua è la prima che viene inaugurata in Italia con i finanziamenti stanziati nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e lo spreco della risorsa idrica, e volevo essere presente». E a proposito di problemi risolti, è stato il primo cittadino di Sassari Nanni Campus a voler ringraziare pubblicamente il Consorzio di bonifica della Nurra «per l’accordo appena concluso che permetterà, in emergenza, grazia a un by-pass, di mandare l’acqua degli agricoltori al potabilizzatore di Sassari».