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G.M.Z.
27 febbraio 2008
Il Riservato una casa arrangiata
Anche la città di Alghero sta imparando a conoscere il problema dei senza tetto. Inutili i tentativi dei Servizi Sociali
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ALGHERO – D’estate sdraio, ombrelloni e lettini, con numerosi frequentatori delle caratteristiche rocce nel Lungomare catalano che non cambierebbero luogo per nessun motivo al mondo. D’inverno il Riservato di Alghero, diventa la casa arrangiata di Gianna, conosciuta in città da grandi e piccoli per la sua esuberanza. Questa è la foto che un lettore ha scattato proprio ieri, ai piedi de Las tronas. Povertà, ma anche sregolatezza nella vita della donna che spesso, si ritrova al centro dell’attenzione dei più balordi, soprattutto la notte. Purtroppo anche la città di Alghero ha imparato a conoscere il problema di quelli che dai più vengono definiti barboni. Ormai da tempo è un signore di una certa età ad attirare l’attenzione di tanti cittadini. Dorme di stento nelle piazze del centro storico e durante la giornata trova posizione in qualche angolo della città storica in perfetta solitudine. Dietro l’emarginazione, solitamente, ce sempre una storia infelice, triste, fatta spesso di sconfitte e molta sfortuna. Solo nella Capitale i barboni sono più di 6000, ma ormai gran parte delle città italiane fanno registrare numeri impressionanti. Uomini e donne, giovani e anziani, sani e malati: cittadini, come tanti altri, ma spesso senza un tetto dove dormire, costretti a chiedere una minestra o una moneta perché non hanno ricevuto attenzione e risposte quando hanno chiesto diritti e giustizia, quando hanno chiesto lavoro o assistenza, una casa o una cura, un asilo o un permesso di soggiorno. In Sardegna è Cagliari la città che più di tutte convive quotidianamente col problema, e così non è raro in tanti angoli del centro imbattersi in ammassi di cartone, vere e proprie casupole d’emergenza per fronteggiare il gran freddo invernale.
Nella foto il Riservato |
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