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Antonio Burruni 6 maggio 2008
Lavoro: 44 nuovi posti a progetto
Il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità la delibera per sei nuovi progetti, della durata di dodici mesi. Verranno utilizzati fondi non utilizzati tra il 2000 ed il 2002
Lavoro: 44 nuovi posti a progetto

ALGHERO – “Manutenzione straordinaria verde urbano ed extraurbano” (520mila euro), “Sistema bibliotecario urbano” (385mila), “Centro servizi programmazione e cultura” (320mila), “Sistema informatico comunicazione” (400mila), “Laboratorio materiali e tecnologie del Centro Storico” (87mila), “Completamento percorso storico culturale Città Fortezza” (184mila). Sono questi i sei nuovi progetti che il Comune di Alghero dovrà attivare entro il 30 Giugno e produrranno quarantaquattro nuovi posti di lavoro a tempo determinato per la durata indicativa di un anno. La somma da utilizzare per le sei progettualità, si aggira sul milione e novecento mila euro, recuperato dalle annualità 2000-2001-2002. Si tratta di quote non utilizzate per altre situazioni, per economie su altri lavori e residui dei fondi De Minimis. «Bisogna festeggiare per il risultato ottenuto» ha dichiarato Angela Lobrano. Il Consiglio Comunale ha votato favorevolmente in modo unanime la delibera, con ventinove voti, ma questo è comunque avvenuto alla fine di un dibattito di oltre due ore e mezza, dove non sono mancati i distinguo. Matteo Tedde, ha chiesto l’individuazione di beneficiari nuovi e di maggior vigilanza nei criteri di scelta e nell’iter progettuale. Il consigliere dello Sdi ha auspicato che nel bilancio comunale in chiusura, si dedichino fondi per i Servizi Sociali, anche facendo economia in altri comparti. Pur favorevole nella sostanza, Gavino Scala ha sottolineato come, secondo lui, i progetti in esame non vadano nella direzione indicata dalla Legge Regionale n.37. «I posti di lavoro non si promettono, ma si costruiscono», ha detto il decano dei consiglieri d’Opposizione, che indica nelle agevolazioni agli imprenditori per nuove assunzioni, una possibile via da seguire. «Mi auguro che la continuità di cui si parlava in Commissione, si riferisca ai progetti e non alle persone» ha concluso. «Ridiamo dignità a chi riceve fondi dai Servizi Sociali», questa la parola d’ordine lanciata da Gianni Cherchi, che ha proposto di far lavorare le persone seguite dai Servizi Sociali, dandogli quindi uno stipendio e non un sostegno economico fine a se stesso. Sarebbe questo un modo per dare nuovo entusiasmo e speranze ai cittadini, creando comunque un vantaggio all’Amministrazione Comunale, che si troverebbe a disposizione nuova forza lavoro senza ulteriori uscite di denaro. Vittorio Curedda ha invece portato nella discussione un elemento di criticità, mettendo in risalto la carenza strutturale attorno alla quale si sviluppa la disoccupazione. Ha quindi spiegato che in queste situazioni si creano le debolezze dei lavoratori rispetto ai datori di lavoro, che utilizzano il mondo del lavoro a loro vantaggio. Ha sottolineato quindi come ci si trovi a chiamare i lavoratori precari come le galline, «che sopravvivono beccando per terra». Chiara la sua conclusione: «Non c’è una risposta della politica a questo bisogno, perché, in realtà, si crea la dipendenza di alcuni lavoratori verso la politica. Bisogna chiudere questo ciclo». Ragionamento condiviso da Valdo Di Nolfo, che ha messo in evidenza i problemi delle generazioni più giovani ad entrare nel mondo del lavoro, se no, stagionalmente, per “lavare i piatti”. «Questo problema – ha attaccato – al politico non conviene risolverlo, perché crea clientela». Franco Calvia, auspicando un potenziamento dei progetti in delibera, ha indicato invece nelle agevolazioni alle imprese ed ai nuovi investimenti, la strada per uscire dall’empasse in qui si trova Alghero (come la Sardegna e l’Italia in genere). «Siamo fuori mercato, cerchiamo di fare un fronte comune». «Questa non è la panacea di tutti i mali, ma è una boccata d’ossigeno» ha dichiarato Adriano Grossi, che vede tra i compiti della politica quello di dare gli strumenti per far fruttare al massimo delle potenzialità esistenti, cercando di non far scappare gli investitori, ma anzi di invogliarne di nuovi. Enrico Daga si è invece chiesto se l’Amministrazione abbia svolto al meglio le proprie capacità programmatorie e batte sull’utilità del Puc. «L’Amministrazione Comunale non può garantire posti di lavoro – ha dichiarato – ma può regolamentare la concorrenza e la competitività». Ha quindi proposto di utilizzare i fondi per la disoccupazione per abbattere gli oneri sociali e dare così la possibilità agli albergatori di tener aperto tutto l’anno, creando posti fissi. Angelo Piras ha invece domandato come siano state scelte le aree di intervento dei progetti in esame ed ha concluso con un rimprovero alla politica. «Se un’impresa rinuncia ad un progetto – ha sottolineato – è una sconfitta per la politica che evidentemente, non ha fatto tutto il possibile per metterla nelle migliori condizioni». «Alghero, per capacità, intelligenze, avrebbe la capacità di tenere la disoccupazione ad un livello fisiologico – ha dichiarato Nicola Salvio – invece ci sono intere generazioni che rischiano di non conoscere mai il lavoro. Il gioco della politica – ha proseguito – mi sembra sempre più sbilanciato verso chi ha già le possibilità. Ricattati, ci troviamo nella necessità di venderci l’anima ed il corpo» ha concluso, proponendo l’idea di un tavolo trasversale per dare fiducia ai giovani algheresi. In chiusura, il sindaco ha sottolineato la prova di responsabilità e coesione del Consiglio Comunale. «La nostra festa è l’aver dato una direzione di spendita» ha dichiarato, ammettendo che la delibera è «un pannicello caldo per un territorio locale che rispecchia quello regionale» ed ha indicato cosa dovrebbe fare la politica, cioè creare precondizioni per agevolare gli imprenditori e per rendere più appetibile Alghero per nuovi investitori.



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