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Cor 16 gennaio 2024
«Falesia ingabbiata, sperpero denaro pubblico»
Partono i lavori a Punta Giglio e non si placano le polemiche. «Continuiamo a pensare che la bellezza non si ingabbia e che i soldi pubblici vadano spesi per cose utili e invitiamo a continuare a firmare e diffondere la petizione online per fare pressione su chi potrebbe intervenire ma non interviene»
«Falesia <i>ingabbiata</i>, sperpero denaro pubblico»

ALGHERO - «Nonostante il nostro appello del 10 agosto e le 32mila firme, la segnalazione della LIPU, la risoluzione del CIO, le istanze di Italia Nostra e del GrIg, le adesioni di numerose associazioni e comitati, le petizioni di 176 accademici e di altri 75, gli interventi nella stampa di Luigi Manconi, Piergiorgio Pinna, Carlo Mannoni e molti altri, i lavori di ingabbiamento della falesia di Punta Giglio (con il cantiere edile allestito sopra il Bene Storico della cisterna di raccolta dell’acqua con vespaio di captazione) sono iniziati».

E' la cruda constatazione di quanto avviene ad Alghero, all'interno del Parco Regionale di Porto Conte, da parte di "Punta Giglio Libera", l'organizzazione algherese di tutela ambientale che negli ultimi tempi si batte per riportare al centro della discussione pubblica i temi ambientali. «Questo è il risultato della distorta visione della gestione della Natura, che nega prima di tutto la democrazia come partecipazione alle scelte che riguardano un bene comune e, soprattutto, da conservare per le generazioni future, principio che dovrebbe stare alla base del concetto di sostenibilità (purtroppo già da tempo abusato)».

«Nonostante questo, oggi, come ieri, come domani, continuiamo a pensare che la bellezza non si ingabbia e che i soldi pubblici vadano spesi per cose utili e invitiamo a continuare a firmare e diffondere la petizione online per fare pressione su chi potrebbe intervenire ma non interviene» chiudono gli attivisti di "Punta Giglio Libera".
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