La Segreteria Regionale del sindacato pone in evidenza problematiche e necessità dei lavoratori sardi
CAGLIARI - Anche in Sardegna resta alta l’emergenza sicurezza nei posti di lavoro. Al 30 giugno 2008 il totale degli infortuni è di diecimilanovecentocinquantuno casi, con otto incidenti mortali de-finiti (cioè riconosciuti, a fronte dei trentasei di tutto il 2007). La sicurezza nel lavoro non è dunque un problema che può essere, anche momentaneamente, archiviato, e non va perciò in ferie. E’ un’emergenza che da affrontare tenendo costantemente alta la guardia e collocando il lavoro al cen-tro della questione sociale in Sardegna.
In autunno è annunciato un provvedimento del Governo sulla materia. Per questo è importante evi-denziare, da subito, i problemi e le necessità dell’Isola. «Innanzi tutto – spiegano dalla Segreteria Regionale della Cisl Sardegna - è indispensabile, in linea generale, chiedere l’applicazione del testo unico sulla sicurezza approvato nella scorsa primavera; in secondo luogo è urgente, per la Sardegna, il rafforzamento organizzativo e funzionale degli istituti preposti alla vigilanza e al controllo nei po-sti di lavoro».
L’emergenza riguarda soprattutto l’Inail, dove si è passati da una dotazione organica di trecentoot-tanta unità lavorative del 2002-2005 alle trecentoventotto unità del biennio 2007-2009. Ma il perso-nale realmente in servizio è lontano da queste cifre: sono attualmente duecentosessantotto le unità lavorative distribuite tra la sede centrale e le sedi territoriali.
«In terzo luogo – proseguono dalla Cisl - si è ancora in attesa, e ci auguriamo che possa essere con-cretizzato a settembre, di un accordo interistituzionale e sociale che nell’Isola possa garantire il co-ordinamento dell’attività di prevenzione e tutela e il rafforzamento di una strategia complessiva per la prevenzione degli infortuni e per diminuire e rimuovere i rischi».
Nella foto: Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl