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Red 29 agosto 2008
L'ex Sindaco bacchetta Tedde «Foga di rivisitare la storia»
Dopo le recenti polemiche del 25 aprile e in occasione dell’inaugurazione della targa commemorativa dei Caduti della Seconda guerra mondiale, che videro rimbalzare il nome di Alghero oltremare, si riaccende il dibattito in città
L'ex Sindaco bacchetta Tedde «Foga di rivisitare la storia»

ALGHERO – Come riportato da Alguer.it alcuni giorni fa, sarà inaugurato mercoledì 1 ottobre in zona Calabona ad Alghero, il monumento in onore e ricordo di un alpino algherese caduto nella battaglia del Monte Mureve, in Grecia, il 27 dicembre del 1940. Ma già si riaccendono le polemiche in città.

A scomodarsi e segnalare direttamente a Marco Tedde il proprio "disagio" con una lettera, è addirittura Enrico Loffredo, già sindaco della città di Alghero, che non ritiene opportuno ricordare quella che fu una guerra di aggressione a uno stato sovrano voluta dal fascismo. «Guerra, anche quella combattuta, forse, per rendere anche la Grecia, “più libera e giusta” come la Sua amministrazione ha voluto ricordare, senza un minimo di vergogna e con orgoglio, nel Monumento ai Caduti della seconda guerra mondiale in Piazza Porta Terra», ricorda Loffredo.

L’ex sindaco, infatti, ritiene che non si può estrapolare dalla storia un episodio, che, per quanto nella sua tragicità precisa, eroico, senza considerare il contesto in cui è stato compiuto, e quindi la guerra e l’invasione fascista della Grecia.

«Io, e come me credo tanti algheresi, non so chi fosse, visto che la sua famiglia si era trasferita a Padova fin da quando era bambino che, in nome dei suoi ideali, ha fatto l’estremo sacrificio, donando la sua vita, ma forse – precisa Loffredo – in tempi di comunità europea, i greci e non solo loro, avrebbero qualche cosa da ridire».

L’Alpino algherese avrebbe potuto proseguire la sua vita militare nelle retrovie, visto anche l’esonero ricevuto per proseguire gli studi alla Facoltà di Lettere dell’Università di Padova, ma lui, nel 1940, preferì tornare sul campo di battaglia, andando a combattere proprio in Grecia. Questo almeno, è quanto risulterebbe in una toccante lettera che il Roth inviò al suo genitore a Padova, spiegando anche i motivi per i quali non aveva chiesto l’esonero dal servizio. E secondo Loffredo sarebbe opportuno conoscere qualcosa di più di questo soldato, rendendo pubblica la lettera, proprio in un momento in cui la città decide di titolare un pezzo di se stessa ubicandovi un monumento.

«Nella Sua foga da ex-socialista di rivisitare la storia, non solo quella del periodo della guerra di Liberazione – conclude l’ex sindaco Loffredo – mi pare che con questo Lei voglia allargare l’orizzonte e riabilitare un intero ventennio. Le suggerirei un po più di cautela».



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