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Red 16 ottobre 2008
Povertà estreme: Sos ad Alghero
Un’analisi sul territorio mostra i dati del fenomeno: Distretti sanitari all’opera
Povertà estreme: Sos ad Alghero

ALGHERO - Sono stati trasmessi alla Regione nei giorni scorsi i progetti dei tavoli tematici degli Uffici per la Programmazione dei Plus (Piano Locale Unitario dei Servizi alla persona) di Sassari, Osilo, Alghero e Ozieri, elaborati nell’ambito del programma di contrasto alle povertà estreme previsto dalla deliberazione di Giunta Regionale numero 40/32 del 22 luglio scorso denominato "Né di freddo né di Fame", che prevede un finanziamento complessivo di 2 milioni di euro.

Operatori dei Comuni dei tre distretti sanitari, la provincia di Sassari, rappresentanti del mondo dell’associazionismo, del terzo settore e del volontariato si sono riuniti attorno ai vari tavoli. Con il coordinamento della Demos e l’apporto significativo del lavoro svolto dagli operatori del Servizio Psicosociale della ASL di Sassari, che costituiscono la componente sanitaria all’interno degli Uffici per la Programmazione dei Plus, i tavoli tematici hanno prodotto un’analisi della situazione e delle proposte operative.

Le povertà estreme, secondo quanto riportato nel Rapporto della Commissione Nazionale d’indagine sulle povertà e l’emarginazione, rappresentano “aree di privazione, di disagio e d’esclusione, che occupano i gradini più bassi della stratificazione sociale, che non usufruiscono, se non in minima parte, della protezione legislativa e delle prestazioni dello Stato Sociale”.

Gli operatori dei tre distretti sanitari, seduti attorno ai “tavoli tematici”, hanno rilevato nella realtà della provincia sassarese l’aumento delle povertà, con l’insorgere di nuove marginalità sociali ed economiche, con differenze quantitative e qualitative.

Nell’ambito delle povertà estreme vengono compresi gruppi sociali e situazioni a rischio di esclusione sociale: le persone senza fissa dimora, gli immigrati, i nomadi, i sofferenti mentali, i tossicodipendenti, i portatori di handicap, i malati di Aids, i malati terminali, gli anziani non autosufficienti, gli ex degenti in ospedali psichiatrici e gli ex carcerati.

Significativi i dati emersi, soprattutto nei due distretti di Alghero e Ozieri. Nel primo distretto (comprende 23 Comuni, una estensione di 1.380,37 kmq con una popolazione di 77.718) è stato evidenziato che i comuni con una popolazione più elevata (Alghero e Ittiri) hanno attualmente in carico 15 casi (definiti cronici) di persone senza fissa dimora, mentre i comuni più piccoli evidenziano la presenza di situazioni di emergenza abitativa (1-2 casi l’anno).

Più in generale è stato rilevato un aumento del fenomeno delle povertà estreme considerato nella sua globalità, come dimostra il rapporto presentato dalla Caritas nei tavoli tematici, che mette in evidenza un aumento significativo delle segnalazioni e delle richieste di aiuto (negli ultimi 5 anni si è passati da 7.000 a 32.000 pasti annui).

A partire da questi dati, a livello di distretto, gli operatori riuniti attorno ai tavoli tematici hanno stimato un numero di interventi per i senza tetto quantificabile in 100-140 casi all’anno (di cui 60-70 ad Alghero, 30-40 a Ittiri 20-25 nel resto del territorio).

Al momento sono stati accertati nel distretto 20 casi di persone senza fissa dimora e con problemi di sussistenza. A questi va aggiunto un certo numero di situazioni sommerse, che non ricorrono ai Servizi per difficoltà a formulare una richiesta di aiuto.

Molto simili tra di loro le proposte operative presentate dai tre distretti. Nel distretto di Alghero gli operatori propongono l’attivazione di un modello di servizi integrato, capace di mobilitare e recepire sistemi d’aiuto correttamente orientati, che facciano avanzare gradatamente la persona che esce dall’emarginazione verso l’assunzione di ruoli sociali e verso l’autonomia nel reperimento e nella gestione di risorse economiche proprie.



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