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A.B.
27 ottobre 2008
Petrolchimico: I sindacati lanciano l’allarme
«A poco meno di due anni dall’ingresso trionfale, Polimeri Europa si appresta a chiudere lo stabilimento petrolchimico di Porto Torres. Un bell’affare per il nostro Territorio», spiegano

PORTO TORRES - «Mentre le notizie stampa dicono che la chimica in Italia è in una fase di consolidamento grazie agli accordi realizzati per Porto Marghera, nella realtà dei fatti tali accordi sono drammaticamente parziali e non hanno realizzato ciò per cui Eni ed Ineos hanno litigato per circa cinque anni (passaggio di proprietà del “Cloro-Soda” di Assemini in modo tale che tutta le catena produttiva sia in mano ad un unico soggetto). Tali accordi sono penalizzanti per la chimica in generale e per quella sarda in particolare che ha ben altre necessità di gestione imprenditoriale che non una cordata di imprenditori che ha il difetto di essere localizzata in un territorio ben definito e non ha le competenze necessarie alla gestione del comparto chimico». Inizia così l’allarme lanciato dalle segreterie provinciali dei sindacati “Filcem-Cgil”, “Femca-Cisl” ed “UilCem-Uil”.
Secondo Pierfranco Delogu, Gian Piero Murgia e Giovanni Tavera, segretari provinciali delle tre sigle sindacali, ad aggravare la situazione della chimica in Sardegna, ci pensa Polimeri Europa che prolunga la fermata degli impianti in manutenzione, come quelli del “Fenolo” ed il “Cumene”, che rimarranno fermi senza prospettive certe di riavviamento. Inoltre, si legge nel documento, viene ventilata la possibilità che il personale (circa cento persone) venga dislocato negli altri impianti alcuni dei quali, come l’“Etilene” e gli “Aromatici”, sono a rischio di chiusura per i collegamenti con i primi due.
«Tale situazione è la conferma del disimpegno di Polimeri Europa e quindi di “Eni” dal sito di Porto Torres. Tutto questo è per noi inaccettabile. Lo stabilimento di Porto Torres – sottolineano - ha già pagato pesantemente il suo contributo al riequilibrio della chimica nazionale e non è disposto a pagare ulteriori prezzi ne in termini produttivi ne occupazionali».
I sindacati incalzano: «Registriamo l’assoluta silenziosa solitudine con la quale i sindacati locali stanno affrontando questa partita e il rumoroso silenzio con il quale la politica locale, provinciale e regionale ci ha accompagnato nella ricerca di un tavolo nazionale per la chimica sarda che oggi, alla luce dei nuovi fatti, è urgentissimo. Le Segreterie Territoriali di FilCem, FemCa e UilCem, unitamente alle “Rsu” del Petrolchimico di Porto Torres (“Polimeri Europa”, “Ineos” e “Syndial”) respingono l’atteggiamento di abbandono delle attività da parte delle Società interessate, proclamano lo stato di agitazione dell’intero petrolchimico e preannunciano iniziative nel territorio a sostegno di ciò che rappresenta il bene primario per migliaia di lavoratori e di famiglie: il posto di lavoro».
I sindacati, in riferimento alla Società Polimeri Europa, comunicano la sospensione di tutte le trattative di riorganizzazione aziendale in corso nei vari reparti ed invitano, per l’ennesima volta, la classe politica a sostenere le iniziative sindacali ed a farsi parte attiva nel sostenere gli interessi del proprio territorio.
Le tre sigle sindacali concludono il loro comunicato, ricordando alle loro strutture sindacali di riferimento gli impegni presi il 25 luglio scorso a Bonarcado, nel coordinamento unitario regionale, tra i quali non hanno trovato pratica realizzazione: il perseguimento in un unico tavolo delle problematiche di tutta la chimica nazionale e la convocazione del coordinamento nazionale unitario della chimica. «Si invitano tutti i lavoratori al massimo grado di vigilanza e a tenersi pronti per le iniziative che saranno necessarie per difendere il nostro petrolchimico».
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