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A.B.
28 ottobre 2008
Distoms e Consorzio obbligatorio vicini all’intesa
Nella mattinata la conferenza dei servizi. Nei prossimi giorni i vertici aziendali scioglieranno tutte le riserve

SASSARI - Il futuro della “Distoms”, la sua capacità produttiva e, soprattutto, i posti di lavoro dei suoi dipendenti, a questo punto sono nelle mani della società. Saranno i vertici aziendali, infatti, a stabilire nei prossimi giorni se la quantità di materia prima che il Consorzio obbligatorio degli oli usati è disposto a conferire da qui a fine anno sarà sufficiente per riattivare l’impianto di Porto Torres. È quello che emerge al termine del lunghissimo faccia a faccia cui questa mattina hanno preso parte, nella sala giunta del palazzo della Provincia, la Provincia di Sassari, il Comune di Porto Torres, la “FilCem Cgil”, la “UilCem Uil”, il Consorzio obbligatorio degli oli usati, la Distoms e una rappresentanza di dipendenti della stessa società che da dieci anni opera a Porto Torres nel settore della rigenerazione industriale degli oli esausti.
Chiarito ogni equivoco sul ruolo degli altri soggetti seduti al tavolo, è emerso chiaramente che il nodo attorno a cui ruota l’intera vicenda è esattamente quello del quantitativo di materia prima di cui l’impianto necessita per operare a pieno regime o almeno a livelli di produttività considerati accettabili. Da un lato l’azienda, che sostiene di aver bisogno di ventimila tonnellate di olio all’anno a fronte delle diecimilacinquecento che ne riceve per contratto. Assodato che l’olio rigenerabile di cui il Consorzio dispone e che potrebbe “girare” alla raffineria non potrà essere di più, si era cercato di trattare sulla possibilità di usare nel processo di rigenerazione una miscela composta sia da olio rigenerabile che da olio non rigenerabile. Il percorso, partito su iniziativa del Consorzio, è arrivato a buon fine: ieri mattina, infatti, il tavolo ha dato l’ok a tale processo purché si operi a determinate condizioni di sicurezza sul piano ambientale. La sperimentazione, tra l’altro, non potrà comunque andare avanti se non finché la Distoms non otterrà l’“Aia-Autorizzazione Integrata Ambientale”, che dovrebbe arrivare tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo.
Resta da risolvere un solo problema: la Distoms sostiene di aver bisogno, da qui alla fine dell’anno, di quattromila tonnellate di olio. Troppe, secondo il Consorzio, disposto ad arrivare al massimo a tremila. Le due parti si sono riservate di riconsiderare le proprie posizioni e di accordarsi, siglando un patto che verrà sottoscritto anche, a tutela dei lavoratori e del territorio, dalla Provincia di Sassari, dal Comune di Porto Torres, da Filcem Cgil e Uilcem Uil. L’ottimismo serpeggiato durante l’incontro è ora appeso ai numeri. Ma almeno ora i lavoratori sanno da cosa dipende il loro futuro e hanno motivo di sperare in una rapida e positiva soluzione del problema.
«Non siamo intervenuti in questa vicenda perché abbiamo un ruolo specifico, ma semplicemente perché ci sta a cuore ogni singolo posto di lavoro a rischio in questo territorio», spiega l’assessore provinciale all’Ambiente Pino Ortu, tirato in ballo quando si era ventilata l’ipotesi che a complicare l’attività della Distoms fosse una mancata autorizzazione da parte della Provincia. «Tra l’altro abbiamo sempre considerato assurdo il rischio che questa attività possa cessare pur avendo le potenzialità per operare in maniera compatibile con i principi di sostenibilità ambientale cui ci riferiamo con grande decisione - prosegue Ortu, secondo cui - a questo punto è necessario che Distoms colga i segnali di apertura arrivati dal tavolo».
Soddisfatto anche l’assessore provinciale al Lavoro, Salvatore Marino. «Ci pare importante che la Distoms abbia annunciato pubblicamente, e voglia metterlo per iscritto nell’intesa che verrà siglata entro pochi giorni – dice Marino – che se ci saranno le condizioni per chiudere l’accordo con il Consorzio, e se pertanto verranno riattivati gli impianti, nessuno perderà il proprio posto di lavoro».
Nella foto: Salvatore Marino, assessore provinciale al Lavoro
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