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A.B. 4 novembre 2008
Petrolchimico: I sindacati sollecitano l’Eni
La riunione dei segretari industria da il via al coordinamento. Si chiede chiarezza sul futuro della chimica nel territorio
Petrolchimico: I sindacati sollecitano l’Eni

SASSARI - Nella riunione convocata dal segretario generale della “Cdl” Antonio Rudas, che si è appena conclusa, hanno partecipato, come previsto, tutte le segreterie del comparto. Oltre a fare il punto sulla grave crisi che ha coinvolto il territorio, si è affrontata l’emergenza del Petrolchimico,causata dalla decisione dell’“Eni” di sospendere la produzione negli impianti del cumene e del fenolo, con conseguenze drammatiche per la tenuta delle attività dell’intero stabilimento, condannato in questo modo alla chiusura.

La “Cgil” ritiene la decisione dell’Eni, oltre che inaccettabile sul piano industriale, irresponsabile su quello sociale, perché assunta in un momento di recessione economica grave. I segretari delle categorie hanno accolto la proposta di Rudas, circa la necessità di mettere in campo iniziative che devono essere coordinate dalle confederazioni, a tal proposito Rudas chiederà ai segretari di “Cisl” e “Uil” un incontro per definire unitariamente le modalità di intervento, auspicando che si superino le recenti divergenze. Intanto le iniziative già programmate per i prossimi giorni dalle categorie, andranno avanti sino ad esaurimento, infatti almeno per quanto riguarda la Cgil, subito dopo, il governo della vertenza sarà garantito e coordinato dalla Confederazione.

«Perciò - prosegue Rudas - occorre comprendere che il problema non è solo locale, ma coinvolge l'intera filiera nel Paese. Quindi Eni e Governo devono fare definitivamente chiarezza assumendosi la responsabilità di dire se l’Italia deve, come succede negli altri Paesi, continuare ad investire sulla chimica o lasciarla morire lentamente, come invece avviene già da molti anni a questa parte».

La Cgil di Sassari non è comunque disponibile ad accettare interventi tampone che avrebbero come solo effetto quello di prolungare l’agonia. «É arrivato il momento anche per noi, di fare scelte precise, per questo - conclude Rudas - non siamo intenzionati a muoverci sulla difensiva, lavoreremo affinché il territorio si liberi da una visione anacronistica di intendere il suo sviluppo».



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