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S.A. 5 novembre 2008
"Ragazzo algherese", futuro nerissimo
Cresce la disoccupazione in una città che non fa niente di concreto per incontrare le giovani generazioni. Centinaia i ragazzi costretti a emigrare per trovare un'occupazione. La speranza nel cambiamento


ALGHERO - Capita che con l’avvento di internet i forum dei siti online si sostituiscano alle piazze e testimoniano i fatti, intercettano gli umori e soprattutto instaurano dei rapporti tra le persone che vi partecipano. E’ quello che succede spesso nel Forum di Alghero, dove tanti lettori, giovani e meno giovani, si confrontano sui diversi temi politici, sociali ed economici della città e altre realtà.

“Ragazzo algherese” è uno di questi. Egli racconta la sua vita in una lettera, ma potrebbe essere quella di molti suoi coetanei ad Alghero (ma non solo). In una città che probabilmente per i giovani non fa niente. Che non si preoccupa della disoccupazione dilagante e dei centinaia di ragazzi che per trovare uno stipendio sono costretti ad emigrare: Inghilterra, Spagna, Germania, America (e ad Alghero sono davvero tanti).

I giovani diventano adulti e sognano di trovare un lavoro, di creare una famiglia, di acquistare una casa. Cose semplici, quelle che la generazione precedente ha potuto realizzare, magari lottando e faticando tutta una vita, però riuscendo a farlo. Quelle stesse cose che con un contratto "co.co.pro", o peggio ancora senza nessun contratto, non ti danno la possibilità di ottenere. Allora succede che le battute dei nostri politici sui “bamboccioni” o gli inviti per le fanciulle di “sposare un milionario”, non risultano poi così divertenti (anzi).

Non c’è nulla di divertente a non avere grandi speranze per il proprio futuro quando non si è già benestante o amico di qualcuno che conta. Uno stipendio medio, spesso a contratto a tempo determinato, è di 1000 euro circa (se va bene). Un mutuo di 30 anni (a tasso fisso) per 120.000 euro, costo medio di una casa di 50/60 metri quadri nella periferia cittadina, fa 660 euro al mese circa. Come si può vivere con 300 euro e pagare le bollette, mangiare, vestirsi e ogni tanto concedersi un piccolo svago, magari una pizza o un cinema, mica una notte folle al Billionaire?

Se, invece, una vita te la vuoi fare e non vivere di lavoretti, di disoccupazioni dell’ultimo minuto, di stagioni altalenanti e di promesse non mantenute, puoi decidere di andare fuori, in “continente” o all’estero. Non c’è niente di male in tutto questo. Viaggiare, conoscere città e paesi diversi, incontrare nuove persone, imparare nuove lingue, è quanto di più interessante e vantaggioso può succedere nei tempi delle low-cost e dell’Unione Europea. Sarebbe bello, però, se potesse essere una scelta e non la sola possibilità che resta ad un “ragazzo algherese” «che quando parte è triste, ma è più "incazzato" che triste, e mentre Alghero scompare dietro le nuvole si rassegna definitivamente, e capisce che nella sua città non c'è più posto per i sognatori, e ancora di meno per i realisti». / FORUM



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