«Nell’attuare il gesto il Presidente – afferma Caligaris - ha privilegiato le sue logiche, per quanto "geniali", e non la realtà della situazione isolana»
CAGLIARI - «Il Partito Democratico non può accettare passivamente una logica manageriale che contrappone alla fiducia senza condizioni al leader l’interesse generale dell’isola. Così non si risolvono i problemi di tutti ma solo di qualcuno con i relativi vantaggi personali». Lo sostiene la consigliera regionale socialista Maria Grazia Caligaris (PS), facendo osservare che le
dimissioni del Presidente Renato Soru dimostrano, ancora una volta, «i pericoli del sistema maggioritario incentrato sul leader e della legge elettorale di impianto presidenzialista».
«Nell’attuare il gesto, che peraltro se non pianificato in precedenza, come parrebbe, non ha visto il coinvolgimento né della segretaria del partito né delle componenti donne della Giunta, il Presidente – afferma Caligaris - ha privilegiato le sue logiche, per quanto ‘geniali’, e non la realtà della situazione isolana. Non è infatti condivisibile che nel momento più grave della crisi, con l’Italia in recessione, l’isola affamata e indebolita per la crescita delle povertà, senza la legge finanziaria e la manovra di bilancio, un Governatore responsabile, espresso dal centrosinistra, possa dimettersi per un problema relativo alla legge urbanistica. La Sardegna non può permettersi 5 mesi di ordinaria amministrazione».
«Le ragioni del gesto del Presidente sono sicuramente diverse e articolate su più questioni. Attengono ad una strategia interna al PD ma anche alla coalizione. E’ indubbio però che siano in contrasto con gli interessi e i problemi della Sardegna. Ecco perché se il Presidente continuerà a marciare senza valutare gli errori e con un atteggiamento cesarista il rischio di regalare la Sardegna al centrodestra diverrà reale».
«I socialisti – ha concluso Caligaris – hanno la responsabilità di avere evidenziato i difetti di un sistema scarsamente democratico. Ora sta al principale partito del centrosinistra assumersi quella dei successivi passaggi. La Sardegna ha bisogno delle intelligenze, delle conoscenze e delle esperienze di tanti per affrontare e risolvere la crisi. Essere autoreferenziali ritenendo di avere le soluzioni in tasca non è sempre vincente».