La sconfitta elettorale in Sardegna crea un terremoto nel primo partito d´opposizione. Il leader democratico lascia dopo 16 mesi. Porte aperte al nuovo congresso
ALGHERO - Il brutto ko sardo fa tremare il Partito democratico e Walter Veltroni che dopo la
sconfitta di Renato Soru alle elezioni in Sardegna, mette nelle mani del partito il proprio mandato di segretario. Ma i vertici gli chiedono di restare.
Chiti: «Non servono dimissioni, bisogna mettere al bando le correnti». Binetti: «Sia capace di un'analisi che vada oltre i pregiudizi ideologici». Rutelli: «Ora faccia quello che non è riuscito a fare finora». Vertice sospeso fino alle 15,30.
Niente da fare però. Si aprono così le porte al congresso anticipato (tra fine marzo e aprile), mentre svanisce l'idea di una gestione più collegiale del partito con Veltroni segretario. Inutili infatti gli inviti a ripensarci, dopo 16 mesi il segretario democratico getta la spugna. «Dopo una discussione di diverse ore, il segretario ha deciso di mantenere l'orientamento espresso questa mattina e di rassegnare le dimissioni da segretario nazionale del Pd», ha reso noto il portavoce del partito, Andrea Orlando.