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Antonio Sini 12 luglio 2004
Questa brutta storia del “signor” Cuccureddu
“Voglio fare qualcosa per l’Alghero e per questa città che merita tanto” aveva affermato, e poi ha scelto di allenare l’Avellino in C1
Questa brutta storia del “signor” Cuccureddu

Da ilmattino.it 09.Lug.04: “Ritiene di aver fatto la scelta migliore, optando per Avellino”? “Credo proprio di sì. Avellino è un´ottima piazza e poi al Sud ho sempre lavorato benissimo, vedi Acireale e Crotone (promozione in B, ndr). Mi è capitata questa ghiotta occasione e dovrò sfruttarla nel migliore dei modi”.
Da alguer.it 04.Mag.04: “Ho incominciato a parlare con i dirigenti dell’Alghero -ha affermato Cuccureddu-, stiamo valutando le possibilità di poter essere molto vicino alla squadra. Libero Peana? Un grande amico, che stimo per il lavoro sin qui svolto. Arriverà come allenatore? Noooooo.., è stata la risposta. Come direttore Sportivo? Neanche, risponde prontamente. Entrare in società, ci risponde senza mezzi termini. Già ma l’Alghero è una S.R.L obiettiamo, i dirigenti hanno tutti quote paritarie al 25%, entrerebbe anche lei in quota? Possibile, risponde, è tutto da vedere e da decidere. Una cosa è certa voglio fare qualcosa per l’Alghero e per questa città che merita tanto”.
Tutto buttato alle ortiche. Programmi, società che si è fatta in “tre” per lui. Cuccureddu ritorna alla corte di Moggi e si dimentica che ad Alghero, in Sardegna, le parole date, una stretta di mano, valgono tanto, tantissimo, più di una firma in calce. Ma lui, cresciuto nella grande Torino, lasciata la Sardegna poco più che ventenne, si è dimenticato di noi, della nostra schiettezza, dei sogni che inseguiamo, talvolta supportati anche solo da una promessa. Ma le promesse le manteniamo! Giuseppe Sechi e Riccardo Giorico vogliono far grande l’Alghero, si erano appoggiati a un grande simbolo del calcio nostrano e italiano, rimasto per una serie di coincidenze negative al palo, Antonello Cuccureddu ha sposato il “progetto” Alghero, ma alla fine ha seguito il suo istinto: ritornare sui campi di gioco a far l’allenatore. All’Alghero e agli Algheresi chiede comprensione, garantendo un suo appoggio che non mancherà. Parole di circostanza. La verità è che il colpo è una vera mazzata per l’Alghero, che pur di avere in società Cuccureddu come dirigente ha fatto di tutto in termini positivi, costato forti dissidi in seno al C.d.A. Ma se per tutta la serata di sabato abbiamo cercato di metterci in contatto, invano, con i diretti interessati, per sentirli, per riportare un commento alla “bomba”, ieri domenica abbiamo soprasseduto, per rispettare il giorno dedicato al riposo e allo smaltimento della rabbia. Ma siamo sicuri, che da questa inaspettata deflagrazione estiva Giuseppe Sechi e Riccardo Giorico, troveranno le risorse soprattutto mentali per tener fede alle promesse: l’allestimento di una squadra competitiva. Perché Sechi e Giorico sono due persone abituate a gestire situazioni che richiedono il massimo impegno, se così non fosse, non sarebbero ai vertici delle loro rispettive aziende. Ma noi tutto quello che abbiamo dentro ce lo teniamo stretto per non essere tacciati di fare inutile chiacchiericcio.
C’è stato comunque un tradimento, non ci interessano i se e i ma: è stato tradita l’aspettativa e la speranza di due dirigenti che si apprestano a spendere un pacco di soldi per l’Alghero, trodotto in parole nude e crude: chi non poteva onorare gli impegni non poteva illudere una città intera, una tifoseria gasata e pimpante. Ma il pallone rotola, continua la sua corsa, chissà se un giorno da queste pagine potremmo scrivere i reali retroscena che i diretti interessati ci vorranno confessare, anche a malincuore. Auguri comunque Cuccureddu, neo allenatore dell’Avellino. Forza, coraggio Sechi e Giorico il popolo giallo rosso, quello che avete lasciato poco più di un mese fa, riportato al Mariotti con la forza… dei risultati, è con voi, perché l’Alghero non si discute si ama e basta, il resto… già ora è passato! E la storia passata della Polisportiva Alghero è fatta tutta di grandi amori e di cocenti delusioni, gli uomini sono passati, spesso dimenticati, ma la blasonata squadra, dalla maglia giallo rossa, è rimasta, c’è, è il capitale sportivo della città di Alghero.
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