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Sara Alivesi
20 marzo 2009
La Riviera della disoccupazione
I dati sulla disoccupazione ad Alghero e nel territorio sono allarmanti: 22mila persone senza posto di lavoro su un bacino d´utenza di 70mila individui. Edilizia e turismo i settori più colpiti nella Riviera del Corallo

ALGHERO – Il numero degli occupati scende in Italia del 7% solo nell’ultimo anno e il posto di lavoro sale nelle classifiche dei desideri degli italiani. Ma si sa, la realtà è ben altra cosa rispetto ai sogni. Tanto vale cambiare, a chi è tanto smanioso di farlo, la Costituzione e il suo primo articolo: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Decisamente anacronistico. Il momento storico è particolarmente difficile, ma è innegabile che la disoccupazione nel Belpaese (si fa per dire) è un fenomeno strutturato e non solo ciclico, ossia legato alle fasi economiche.
Non fanno eccezione la Sardegna con 190mila persone senza lavoro e ai primi posti tra le regioni italiane per tasso di disoccupazione, giovanile in particolare; né si distingue Alghero e il territorio con 22 mila disoccupati su un bacino d’utenza di 70mila individui. «E’ un momento di profonda crisi», è il commento della dottoressa Coccollone, direttrice dell’Ufficio di collocamento della città catalana che non può fornire ulteriori dati sulle fascie d’età più coinvolte e i settori più colpiti. Quel che è certo che il fenomeno non risparmia imprese e aziende attive nel mercato da decine di anni, costrette a licenziare dipendenti assunti anche da due decenni. Alla perdita dei posti di lavoro corrisponde poi l’aumento costante delle richieste di disoccupazione all’Inps, circa 3000 negli ultimi tempi.
Nella nostra città i segnali di disagio sono evidenti: dalle richieste di lavoro e sussidi agli uffici competenti, da una parte; a quelle di assistenza e aiuto ad organizzazioni e parrocchie, dall’altra. I due principali motori dell’economia algherese, edilizia e turismo, si sono inceppati da tempo, causando delle ripercussioni gravi in termini di occupazione, giovanile e non. La Riviera del Corallo riflette la situazione dell’economia reale su scala mondiale, ma deve puntare anche su se’stessa, ripartendo dalle basi del proprio tessuto economico.
L’eccellenza e la competenza nell’offerta; l’organizzazione nei servizi; la preparazione e le idee degli addetti ai lavori, siano essi tecnici, imprenditori o politici: sono le risorse dalle quali attingere per il futuro. A volte dai momenti peggiori si possono imparare le migliori lezioni, ricorrendo alla riscoperta dei valori e dei principi alla base della società, della politica e del lavoro.
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