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Antonio Sini
23 luglio 2004
Sanità, i medici di famiglia entrano in agitazione
“Moltissimi medici di famiglia potrebbero molto presto essere costretti a chiudere gli studi, licenziare migliaia di collaboratori perché non possono più sostenerne l’onere economico”. Ma quanto guadagnano al mese?
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Mi ha molto colpito la notizia secondo la quale i medici di base stanno per mettere in atto una clamorosa protesta con conseguente astensione dal lavoro. Insomma uno sciopero. Perché lo sciopero l’ho sempre considerato un’arma in mano al lavoratore dipendente, all’operaio. Pensare che il mio medico potrebbe scendere in piazza e protestare, cartelli in mano e fischietti in bocca, beh, mi lascia un pò perplesso! La Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia, che rappresenta anche quelli dell’emergenza sanitaria territoriale, la dirigenza medica territoriale dei distretti e le guardie mediche, ha proclamato 16 giorni di sciopero per il mancato rinnovo del contratto scaduto da 4 anni. La decisione è stata presa all’unanimità dai delegati di tutte le province e regioni italiane. Il maxi sciopero, il più lungo mai proclamato dalla categoria, si svolgerà dal 27 settembre al 23 ottobre, 4 giorni di sciopero ogni settimana secondo questo schema: - dal 28 settembre al primo ottobre toccherà ai medici dell’emergenza sanitaria territoriale; - dal 5 all’8 ottobre alle guardie mediche; - dal 12 al 15 ottobre sciopereranno i medici della dirigenza medica territoriale e dei distretti; - dal 19 al 22 ottobre chiuderanno invece gli studi i medici di famiglia. “Non è più sostenibile il forte senso di disagio che provano tutti i medici di medicina generale - spiega Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg - a causa del progressivo deteriorarsi delle condizioni di lavoro, in uno scenario di sofferenza organizzativa, contrattuale ed economica che il prolungarsi dei tempi di rinnovo convenzionale determina. Oltretutto moltissimi medici di famiglia potrebbero molto presto essere costretti a chiudere gli studi professionali e licenziare migliaia di collaboratori perché non possono più sostenerne l’onere economico”.
Come riuscire a contraddirli? Ognuno ha le sue rivendicazioni da fare, in un paese democratico, io sinceramente non me la sento di lasciare il mio medico da solo nella battaglia che sta per intraprendere contro le istituzioni. Sapere che il mio medico è in agitazione mi mette grande disagio, la conseguente domanda è: ma quanto guadagna? Se si protesta lo stipendio “è stretto”. Siamo tutti a conoscenza del grande fenomeno che interessa le famiglie italiane monoreddito, interessate dalla “crisi della IV^ settimana” del mese. Penso allo stipendio dell’infermiere, dell’insegnante, dell’impiegato, del metalmeccanico, tutta gente in lotta con la crisi della IV^ settimana . Ma se il mio medico mi dice quanto guadagna al mese, tutto compreso, con le competenze accessorie, acclusoso anche lo stipendio che si offre ai collaboratori, o segretari che dir si vogliano, sono disposto a perorare la causa: altrimenti Dottore non conti su di me! Ma cifre non se fanno, perché? Perché lo stipendio di macchinista, di un infermiere, di un insegnante è noto a tutti, mentre lo stipendio mensile del medico di base è cosa conosciuta da pochi? Informateci anche su questo, quando ci chiederete di aiutarvi nella Vostra battaglia. E se è il caso saremmo tutti con Voi. |
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