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S.A.
10 luglio 2009
Isolaementi, tra cinema e teatro
Sabato 11 luglio sul palco del Forte della Maddalena, alle ore 21:30, arriva la Compagnia Scimone_Sframeli che presenta il pluripremiato “Nunzio”. Domenica si lascia spazio al cinema, con la proiezione del film muto “Nosferatu il vampiro” accompagnato da un gruppo jazz

ALGHERO - Sabato 11 luglio sul palco del Forte della Maddalena, alle ore 21:30, arriva la Compagnia Scimone_Sframeli, operante nel teatro italiano dal 1990, che presenta il pluripremiato “Nunzio”, scritto dallo stesso Scimone e in tournée dal 1994. La pièce fa parte della rassegna Isolaementi, organizzata dalla Compagnia Tetaro d'Inverno in collaborazione con la Società Umanitaria di Alghero e inserita nel cartellone di Festivalguer.
Lo spettacolo, che si pregia della prestigiosa firma di Carlo Cecchi alla regia, racconta la storia di due meridionali emigrati al nord in cerca di un impiego: Pino, killer di professione, e Nunzio, operaio con seri problemi di salute. Due personaggi tanto diversi, senza più illusioni, amore e lavoro, accomunati dallo stesso senso di solitudine, di emarginazione, di amicizia e dal desiderio di ribellione. Un lungo dialogo caratterizzato da un linguaggio ricco, intenso, e talvolta crudo, che mette in risalto l’umanità che accomuna i due personaggi. Dallo spettacolo è stato tratto anche il film, “Due amici”, diretto e interpretato dallo stesso Scimone e da Francesco Sframeli, vincitore nel 2002 del Premio Leone d’Oro Opera Prima alla Mostra del Cinema di Venezia.
Domenica, sempre alle 21:30 presso il teatro Forte della Maddalena, si lascia spazio al cinema, con la proiezione del film muto “Nosferatu il vampiro” di Friedrich Wilhelm Murnau, ispirato al “Dracula” di Bram Stoker, e sonorizzato dal vivo dal Press Trio, gruppo jazz formatosi nel 2003 e composto da Paolo Benzoni (batteria, percussioni e oggetti), Enrico Monaco (contrabbasso) e da Luca Zotti (chitarra elettrica). Un susseguirsi di strani e misteriosi episodi, viaggi inquietanti, situazioni a sorpresa, paura, disperazione e sacrificio. Un’esibizione densa e a tratti spigolosa, un’ora di musica vitale, organica e in perfetto equilibrio con la componente visiva data dalla proiezione.
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