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S.A.
15 luglio 2009
Caos Eni: Occupato lo scalo algherese
I lavoratori del Petrolchimico all´alba con bandiere e striscioni hanno occupato lo scalo algherese per protestare contro la decisione dell'Eni di bloccare il craking a Porto Torres

ALGHERO - Manifestazione di protesta questa mattina (15 luglio) nell'aeroporto Riviera del Corallo da parte dei lavoratori del petrolchimico di Porto Torres. Gli operai, all'alba (intorno alle 6.30) con bandiere e striscioni hanno occupato lo scalo algherese, in aperto dissenso con la decisione dell'Eni di chiudere per due mesi il craking dal quale dipende buona parte della produzione dello stabilimento turritano. Disagi per il traffico aereo: è riuscito a volare il primo volo per Milano; mentre sono rimasti a terra i passeggeri delle tratte per Roma e Bologna. Pisa, invece, è decollato con una mezzora di ritardo e solo una decina di passeggeri a bordo.
Quella di oggi è l'ennesima azione di protesta contro il declino dell'industria nell'Isola che lascerebbe a casa senza lavoro migliaia di sardi. Intanto c'è attesa per il tavolo a Roma tra regione ed esecutivo dopo la richiesta del Premier Berlusconi all'Eni di sospendere il blocco nell'impianto di Porto Torres.
A Cagliari, intanto, assemblea straordinaria in Consiglio regionale con sindacati e parti sociali. Il capogruppo Pd, Mario Bruno, ha ricordato che il momento importante per la ricerca dell’unità pur nella diversità dei ruoli non deve far dimenticare il passato recente, le promesse fatte e non mantenute in campagna elettorale, le assicurazioni del Premier a favore della Sardegna che poi sono risultate vane. «Bisogna dire basta al “me ne occupo io dei vostri problemi” è il momento di aprire la stagione del “ce ne occupiamo noi dei nostri problemi”. In campagna elettorale sembrava tutto fatto, ma non è stato così. Il Governo deve essere il nostro interlocutore. Occorre un progetto complessivo per la Sardegna in una dialettica seria di confronto e di collaborazione».
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