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S.A.
25 settembre 2009
Cisl sarda: «Fermiamo il calo dell´occupazione»
6000 unità in meno nel secondo trimestre del 2009, 170mila persone in cerca di lavoro e il precariato sistematico e irregolare che in Sardegna ha ormai raggiunto il 22 per cento della forza lavoro: i dati della disoccupazione nell´Isola

CAGLIARI - «Anche in Sardegna, regione interessata da una lunga e grave crisi economica e produttiva, bisogna fermare il calo dell’occupazione - si legge nel comunicato della segreteria regionale della Cisl - si tratta di un obiettivo minimo possibile, considerato che la crescita economica sarà raggiungibile solo se sarà fermata la distruzione del lavoro».
6000 unità in meno nel secondo trimestre del 2009 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; 170mila persone che vogliono lavorare ma non ne hanno l’opportunità; il grave problema del precariato sistematico (anche nella pubblica amministrazione) e irregolare che in Sardegna ha ormai raggiunto il 22 per cento della forza lavoro: questi i dati sconfortanti della crisi occupazionale nell'Isola.
«E’, dunque, indispensabile un programma pluriennale per il lavoro che sostenga i redditi e alimenti la crescita economica e sociale e, nel contempo, valorizzi il patrimonio umano e professionale rappresentato da migliaia di giovani diplomati e laureati - sostiene la Cisl chiedendo di incrementare il limite dei 300 milioni di euro come massa finanziaria manovrabile - a favore di misure finalizzate ad aumentare i finanziamenti per il lavoro e per le politiche attive per il lavoro con la garanzia della spesa in tempi rapidi».
Nella foto: Il segretario nazionale della Cisl Pezzotta
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