Rifiutato il risarcimento ai familiari di Mario Soggiu, l´idraulico 56enne di Alghero che, il 15 luglio scorso, è deceduto all´interno del cantiere del nuovo ospedale di Bergamo, cadendo in un vano scale
CAGLIARI - L'Inail si è rifiutata di risarcire i familiari di
Mario Soggiu, l' idraulico 56enne di Alghero che, il 15 luglio scorso, era deceduto all'interno del cantiere del nuovo ospedale di Bergamo, cadendo in un vano scale. Secondo la Segreteria della Fiom-Cgil la tragica fine del lavoratore è da attribuire alla mancata applicazione delle norme in materia di sicurezza. Secondo l'Inail, invece, non spetterebbe ai familiari alcuna indennità dato che l'infortunio non sarebbe legato a un rischio lavorativo. Ora si sta occupando del caso la magistratura.
La decisione presa dalla sede sarda dell'Istituto troverebbe infatti il suo fondamento giuridico in una precisa norma secondo la quale l'indennizzo in questi casi deve essere versato in automatico solo nel caso in cui il decesso sia da imputare a «causa professionale». Ma nel caso di Soggiu il nesso tra morte e causa professionale non è ancora stato accertato. L'Inail, dunque, attenderebbe la conclusione dell'iter giudiziario apertosi dopo il tragico episodio, con i tempi lunghi delle aule processuali.
Nel frattempo sono arrivate le scuse ai familiari per «l'espressione infelice dove si diceva che l’operaio Mario Soggiu non è morto per rischio lavorativo» ha dichiarato il direttore dell’Inail di Sassari Fabio Valente Pietrosanto.
Il caso, per l’Inail di Sassari, pareva chiuso, almeno fino al primo pomeriggio del 6 ottobre. Tanto che l’istituto di assicurazioni aveva già inviato alla famiglia di Mario Soggiu una lettera nella quale si riteneva non autorizzabile l’indennizzo perché il lavoratore “non è morto per rischio lavorativo”. Ora la questione è tutt'altro che archiviata, si attende l'esito dell'inchiesta penale - fanno sapere dalla sede sassarese - sulla base della quale l'Istituto provvederà a riaprire il caso, dove si riscontrassero nuovi elementi.