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A.B.
11 ottobre 2009
Olbia: Dai domiciliari alla prigione
Quarantaquattrenne olbiese finisce in carcere per inosservanza obblighi imposti dal giudice

OLBIA - I Carabinieri lo avevano arrestato il 12 febbraio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Tempio Pausania. Quel giorno, il quarantaquattrenne olbiese Massimiliano Masala, aveva raggiunto il carcere di Tempio Pausania, mentre la sua compagna, Barbara Azzena, rimaneva ristretta nel proprio domicilio di San Pantaleo, essendo entrambi accusati di spaccio di sostanze stupefacenti.
Successivamente, anche a Masala venivano concessi gli arresti domiciliari, circostanziati però da una serie di limitazioni che gli permettevano di recarsi al “Sert” per seguire le cure tossicologiche, lasciandogli la possibilità di abbandonare l’abitazione per non più di due ore.
L’uomo, però, ha interpretato male questa concessione del giudice, trasformando quel beneficio concessogli per disintossicarsi, in un periodo di libertà dove poter rivedere amici e perché no, godersi qualche ora di assoluta libertà. Il tutto, però, si è vanificato quando i militari della Sezione Radiomobile si sono accorti che Masala trascorreva solo pochi minuti nella struttura sanitaria e dedicava il resto del periodo concessogli per rivedere amici e frequentare bar del centro. La segnalazione dei Carabinieri all’Autorità Giudiziaria ha provocato la revocare degli arresti domiciliari, con l’emissione di un provvedimento di ripristino della misura della custodia cautelare in carcere.
Il provvedimento è stato eseguito ieri mattina dai militari che, ancora una volta, ritrovavano Masala a spasso per la città e precisamente in un bar di Via Vittorio Veneto, mentre beveva una birra in compagnia di altro pregiudicato, forse mentre brindava alla libertà che di lì a poco sarebbe terminata.
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