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S.A.
5 dicembre 2009
No B-Day, l'ondata dei sardi
Vignetta Attese oltre 350 mila persone nella Capitale per il No Berlusconi Day, la manifestazione anti-premier. Dalla Sardegna è partita ieri una nave con un numeroso gruppo di algheresi
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ROMA - Tutto è pronto per il No B-Day, ovvero la manifestazione di piazza dove, secondo le previsioni, oltre 350 mila persone chiederanno al premier Berlusconi di dimettersi. L'iniziativa è partita dalla rete e ha coinvolto migliaia di cittadini che si sono dati appuntamento per questo pomeriggio a Roma, Piazza San Giovanni, dove parteciperanno anche diversi personaggi della cultura, il cinema, la musica e la politica. Non saranno ammesse bandiere di partito così come nessun politico salirà sul palco, fanno sapere gli organizzatori.
770 i pullman da oltre 100 località della Penisola, 4 treni speciali e una nave dalla Sardegna: sono i numeri dell'evento, oltre alle 400 mila adesioni arrivate sul web. La Rai non concederà la diretta nonostante il sit-in promosso di fronte alla sede del presidente Paolo Galimberti. «Parlerà la piazza» dicono gli organizzatori. La Sardegna sarà presente dopo alcuni tentennamenti imputabili al trasporto e ai costi. Era, infatti, necessario avere un certo numero di adesioni per limitare la spesa del traghetto Snav in partenza da Olbia. Nei giorni scorsi sono stati organizzati alcuni eventi nel'Isola per autofinanziare la trasferta. Lo scorso mercoledì a Sassari si è tenuta una serata-concerto il cui incasso è stato devoluto per la spesa del viaggio. Da Alghero, sono partiti verso la Capitale decine di persone, appartenenti al mondo politico cittadino, ma non solo. Tra questi l'ex parlamentare e attualmente responsabile del settore giustizia dei Comunisti Italiani, Elias Vacca, oggi a Roma e contattato al telefono da Alguer.it. «Abbiamo voluto la coincidenza di date tra il lancio della Federazione della Sinistra, che ha come simbolo la falce e il martello, e la manifestazione contro Berlusconi e i suoi soprusi - ha commentato Vacca. Infatti di fronte alle prepotenze ed ai prepotenti, mentre altri tentennano e si dividono, i comunisti sono sempre in prima linea. Lo sono stati nelle brigate partigiane contro il fascismo, lo siamo oggi contro il disegno piduista di questo governo». |
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