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S.A.
16 gennaio 2010
Sciopero, incontro sindacati parlamentari
I sindacati incontreranno i parlamentari eletti in Sardegna per presentare ragioni e obiettivi dello sciopero generale regionale del prossimo 5 febbraio

CAGLIARI - I sindacati incontreranno i parlamentari eletti in Sardegna per presentare ragioni e obiettivi dello sciopero generale regionale del prossimo 5 febbraio. La complessità delle vertenze aperte nell’industria, ma anche i problemi irrisolti dell’energia, dei trasporti e l’urgenza di un nuovo Piano di Rinascita necessitano di un confronto e della responsabilità della Presidenza del Consiglio e dell’intero Governo.
I sindacati parlano di un ritardo dello Stato nelle attenzioni verso la Sardegna, evidenziato dall’andamento della spesa del settore pubblico allargato per lo sviluppo nel periodo 1997-2007, penalizzante soprattutto per la Sardegna. Infatti, nei dieci anni esaminati,il dato nazionale registra +18,5%, mentre nella disaggregazione per aree la Sardegna registra un +0,5%, a fronte di un + 5,9% nel Sud e un 25,6% nel Centro Nord.
Indicatore, secondo le organizzazioni di categoria da affiancare alle attese risorse finanziarie del Fondo per le Aree sottosviluppate, le infrastrutturazioni materiali e immateriali, la continuità territoriale: tutte diseconomie ormai cronicizzate che possono essere rimosse solo se ci sarà l’apporto dello Stato e dell’Unione Europea - sostengono i sindacati.
«Per questo motivo il sindacato sardo - si legge nella nota - ritiene che sarà possibile dare risposta ai 330 mila poveri dell’isola solo se Governo e Regione sapranno concordare su nuovi strumenti e risorse finanziarie da investire nel rilancio dell’industria sarda, nel potenziamento delle infrastrutture, delle telecomunicazioni, nell’abbattimento del costo energetico e nella scuola, Università e ricerca».
Nella foto: Mario Medde, segretario regionale della Cisl
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