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Red 10 febbraio 2010
Foibe, celebrazioni solenni a Fertilia
Celebrazioni solenni in tutta Italia. Santa Messa a Fertilia alla presenza di tutte le autorità civili e militari della Provincia. In serata concerto di musica eseguito dalla Banda Musicale Ittirese
Foibe, celebrazioni solenni a Fertilia

ALGHERO - Questa mattina, 10 febbraio 2010, si è celebrata anche a Fertilia la ricorrenza della tragedia vissuta dai nostri connazionali residenti nell’estremo nord-est della penisola strappati alle loro case e mandati in esilio dalla dittatura comunista titina. Per iniziativa dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, alla presenza del Prefetto di Sassari, il Vicario del Questore, i Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, del vice-sindaco di Sassari e di Alghero, delle Autorità civili e militari del capoluogo turritano e delle associazioni combattentistiche e d’armi, si è celebrata la “Giornata del Ricordo”, con la celebrazione nel borgo giuliano della Santa Messa di commemorazione e della deposizione delle corone in onore ai caduti.

Tra i Finanzieri, in servizio ed in congedo, è stato ricordato l’insignito dal Presidente della Repubblica, di “medaglia al sacrificio” a Francesco Sotgiu, Maresciallo Maggiore della Guardia di Finanza, “infoibato” dai partigiani titini nel 1945. All’alba del 3 maggio 1945, a Fiume, dopo il ritiro delle truppe Tedesche e in attesa dell’arrivo nella città dell’esercito Anglo-Americano, il Maresciallo Sotgiu si recò, come riteneva suo dovere, nella caserma della Guardia di Finanza dove prestava servizio.

Qualche ora dopo la città fu occupata, invece, dai “Partigiani Titini” che dichiararono prigionieri tutti i militari presenti nella caserma. Nella medesima caserma, nei giorni seguenti, furono radunati i militari appartenenti alle Varie Armi, catturati nella città. Trascorsa qualche settimana, tutti i prigionieri vennero incolonnati e, sotto rigida scorta, avviati oltre confine Italo-Slavo. A differenza di tanti militari riportati a Fiume qualche mese dopo per essere impiegati nel duro lavoro di ripristino di strade, ferrovie, banchine del porto, sconvolti dai bombardamenti continui, al Maresciallo toccò la sorte di quei militari che vollero seguire i propri Comandanti chiamati a deporre sull’attività svolta dalla Guardia di Finanza presso l’Autorità Slava. Da quel momento scomparve.

Foto d'archivio



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