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S.A.
23 aprile 2010
«Lavoratori in nero si ricordano quando muoiono»
Il coordinamento algherese di Sinistra Ecologia e Libertà esprime la forte preoccupazione per la situazione dei lavoratori nell´Isola e non solo, all´indomani della morte dell´operaio gallurese

ALGHERO - Un’altra morte bianca ha colpito ieri la Sardegna. Un lavoratore ha perso la vita a Porto Pozzo, nella ricca Gallura, schiacciato da una ruspa. Risultava in nero, cioè non assicurato e privo di tutele. Così il coordinamento algherese di Sinistra Ecologia e Libertà esprime la forte preoccupazione per la situazione dei lavoratori nell'Isola e non solo.
«Non è accettabile - dice Giancarlo Balbina, coordinatore cittadino - che dei lavoratori in nero ci si ricordi solo quando muoiono. Prima delle tragedie pare nemmeno esistano: se si può, si tace». Per l'Istat i lavoratori italiani in queste condizioni sono circa il 15 per cento degli occupati, oltre tre milioni e mezzo di lavoratori, che non hanno ferie, né malattia, né pensione.
E’ un dramma che riguarda tristemente anche la nostra isola: una recente indagine Inps ha collocato la Sardegna al vertice della classifica nazionale sul lavoro nero: oltre il 90% delle imprese setacciate è risultata irregolare ai controlli. «E certo non fanno eccezione la nostra Provincia e la nostra città. Edilizia, call center, servizi turistici, sembrano, fra gli altri, grandi arie off shore - prosegue balbina - dove non si rimane nel “mercato”, senza il ricorso alle più svariate forme di illegalità economica, da quella fiscale a quella contributiva, passando per le leggi sulla sicurezza, il cui rispetto è diventato un optional».
Nella foto: Giancarlo Balbina
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