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Red 18 maggio 2010
Cappellacci indagato: botte tra Bruno e Diana
Mario Bruno (Pd) parla apertamente di risvolti inquietanti per l´intera Isola. Mario Diana (Pdl) è sicuro che il presidente Cappellacci chiarisca la sua posizione in Consiglio regionale
Cappellacci indagato: botte tra Bruno e Diana

CAGLIARI - «Finalmente il presidente Cappellacci viene a riferire in Aula - dichiara Mario Bruno, riferendosi alla bufera sull'inchiesta dell'Eolico che investe i vertici regionali - lo fa però in forte ritardo e pressato dalle circostanze. Più volte abbiamo protestato per la sua sistematica assenza, per esempio in occasione della mozione con la quale gli chiedevamo di riferire sul G8 a La Maddalena, sullo stato dei lavori, delle opere e degli appalti». Non accetteremo la vuota imitazione di un dibattito, fa però sapere il capogruppo del Pd - da Cappellacci vogliamo risposte.

Tutti silenzi del Governatore. Gli abbiamo chiesto di presentarsi davanti al Consiglio regionale per giustificare il mancato inserimento all’ordine del giorno del Cipe dei fondi Fas per la Sassari-Olbia e per le altre opere del Programma attuativo Regionale o ancora per riferire sul fallimento della trattativa Eni-Ramco, sottolinea Bruno. «Non lo ha fatto: avrebbe dovuto dare conto per l’ennesima volta della subalternità rispetto al governo, delle promesse sistematicamente disattese, della incapacità della sua giunta regionale a rappresentare con autorevolezza gli interessi dei sardi».

«È il peccato originale della sua campagna elettorale e della sua azione di governo - attacca duramente l'onorevole algherese - la mancanza di autonomia in questi primi quindici mesi di governo gli hanno fatto collezionare un fallimento politico dopo l’altro. Una corsa verso il fondo senza precedenti. Quella mancanza di autonomia è emersa, ormai palesemente, anche nella nomina del direttore generale dell’Arpas, sulla quale occorre fare chiarezza. Così come occorre fare luce sulla procedura di commissariamento dell’Autorità d’ambito e sulla mancata riforma della normativa sul Servizio idrico integrato, a cui ufficialmente era legata».

Chiederemo mercoledì, fa sapere Bruno, durante la conferenza dei capigruppo, che la discussione sia inserita all’ordine del giorno nella forma di “dichiarazioni della giunta”, ai sensi dell’art. 120 del regolamento consiliare, consentendo in tal modo un ampio dibattito consiliare successivo alle dichiarazioni del Presidente. La formula delle “comunicazioni della Giunta” ex art. 121, già utilizzate dal presidente nel corso della legislatura prevede tempi troppo ristretti ed un solo intervento di dieci minuti per gruppo. «Questa opzione sarebbe riduttiva - conclude Mario Bruno - e non adatta ad un argomento non solo “di particolare rilievo politico e amministrativo”, ma dai risvolti inquietanti per l’Isola».

Mario Diana, capogruppo del Pdl, difende strenuamente il Governatore Cappellacci e la scelta di presentarsi quanto prima in aula per riferire sui gravi fatti che lo vedono coinvolto. «E’ incredibile come persino la decisione del presidente Cappellacci di presentarsi spontaneamente a riferire circa gli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Roma sui parchi eolici in Sardegna riesca a dare all’opposizione motivo per lanciarsi in polemiche strumentali», dichiara Mario Diana, in replica alle parole del capogruppo del Partito Democratico, Mario Bruno.

«La decisione del Presidente è l’ulteriore dimostrazione di come si voglia affrontare questa vicenda in piena trasparenza - conclude il capogruppo del Pdl - perché evidentemente non c’è nulla da tenere nascosto. Serviranno a poco, pertanto, anche certi atteggiamenti inquisitori che sembrano trasparire dalle parole del capogruppo del Pd: le decisioni della Giunta regionale in materia di autorizzazioni ai parchi eolici sono state assunte alla luce del sole e questo è ciò che emergerà, ancora una volta, durante la discussione in Consiglio».

Nella foto: Mario Bruno e Mario Diana
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