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Red 3 giugno 2010
Recuperate nove urne litiche di epoca romana
Un cittadino benestante le teneva in bella mostra nel giardino della sua villa. I reperti potrebbero essere provenienti dalla notissima e vicina necropoli ad incinerazione di San Leonardo
Recuperate nove urne litiche di epoca romana

SASSARI - Nelle prime ore di oggi (giovedì), i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Sassari, coadiuvati dai colleghi della Compagnia Carabinieri di Valledoria (SS), hanno sequestrato nove urne litiche di epoca romana, evidentemente pertinenti a contesti funerari ad incinerazione del tipo ben noto nella Sardegna centro-settentrionale. I reperti testimoniano, infatti, la fase storica dell'isola convenzionalmente denominata "periodo romano", iniziata con la fine della prima guerra punica (264241a.c.) e terminata con il passaggio sotto il dominio dei Vandali (460-467 d.c.).

I materiali, tutti omogenei per tipologia, potrebbero essere provenienti dalla notissima e vicina necropoli ad incinerazione di San Leonardo, in territorio di Viddalba (SS). L'operazione è scaturita a seguito dei frequenti servizi di prevenzione che i militari dell'Arma specializzati in tutela del patrimonio culturale, svolgono per il contrasto al traffico illegale di reperti archeologici ed alla loro dispersione. Proprio nel corso di uno di tali servizi l'attenzione dei militari si è focalizzata sui manufatti archeologici con i quali, un ignaro benestante della bassa Gallura, aveva abbellito il giardino della sua villa.

Troppe le caratteristiche simili ad altri di originale fattura per essere confusi con dei "falsi", tanto che i militari hanno deciso di scattare alcune fotografie. Le immagini acquisite sono state subito analizzate da un celebre archeologo della Soprintendenza Archeologica che ne ha confermato l'autenticità. Primi accertamenti hanno poi permesso di identificare il proprietario dell'edificio e di sottoporre a sequestro i manufatti.

L'uomo è stato denunciato a piede libero e nel corso dell'attività sono stati inoltre recuperati numerosi reperti paleontologici e antiche monete di epoca romana. Circa 80.000 euro il valore de i reperti sequestrati. I manufatti, una volta "expertizzati" de visu dal funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologica di Sassari, saranno musealizzati e resi fruibili al pubblico.
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