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Alberto Becciu 2 agosto 2010
Che “strada” percorre l’acqua che beviamo?
Alberto becciu risponde con molto piacere a una domanda posta da una lettrice di alguer.it.
Che “strada” percorre l’acqua che beviamo?

ALGHERO - Che “strada” percorre l’acqua che beviamo? Come e quando acqua e cibo, ingeriti allo stesso modo, prendono vie diverse? Vediamo di seguire un sorso d’acqua... Prima di partire è indispensabile fare un breve accenno alla sensazione della sete; quando la parte liquida del sangue si riduce (sudorazione), risultando più “denso” (ricordate l’ematocrito?) o quando i sali aumentano e quindi diventa indispensabile diluirli, la sensazione della sete non è altro che un perfetto allarme che ci avvisa che è urgente riequilibrare i liquidi dell’organismo.

Negli anziani questi aggiustamenti non sono più perfettamente efficienti, quindi diventa opportuno introdurre dei liquidi in più anche se la sensazione della sete non è più così tempestiva. Dopo un bel sorso, l’acqua, attraverso il tubo esofageo raggiunge lo stomaco, riempiendolo e momentaneamente la sensazione della sete. Abbiamo accennato che la sete è la richiesta di equilibrio idrico da parte dell’organismo che è momentaneamente carente d’acqua; se
la sete dovesse passare solo dopo un completo riequilibrio idrico, saremmo costretti a bere per diversi minuti (e tantissimi litri!) in attesa che l’acqua ingerita venga completamente riassorbita;

per evitare di scoppiare d’acqua, la natura ha fatto in modo che nelle pareti dello stomaco ci siano delle sentinelle che “avvertono” l’eccessivo stiramento e ci obblighino a smettere di bere e far sì che l’acqua ingerita venga assorbita dall’intestino nei tempi corretti. Il canale intestinale è abbondantemente avvolto da una rete di vasi sanguigni che hanno, tra i tanti compiti, quello di riassorbire praticamente tutta l’acqua che transita nell’intestino; una volta passata all’interno dei vasi sanguigni (dove aumenta la parte liquida del sangue!), viene distribuita a tutto l’organismo che la trattiene in base al proprio fabbisogno.

Il sangue, durante il proprio viaggio, raggiunge i reni che sono gli organi deputati alla regolazione dell’equilibrio idrico, filtrano il sangue e fanno in modo che l’eccesso di acqua, attraverso due tubicini, gli ureteri, raggiunga la vescica; nella parete della vescica ci sono altre “sentinelle” che, una volta raggiunto un volume di urina importante, avvisano il cervello che è arrivata l’ora...di chiedere permesso!
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