Alguer.it
Notizie    Video    Alguer.cat   
NOTIZIE
SardegnaTurismo Alguer.it su YouTube Alguer.it su Facebook
red 26 dicembre 2004
Maremoto nel sud est asiatico, oltre 30000 vittime
Sta bene il Sindaco di Alghero a Pukhet
Ore di ansia e di angoscia per Marco Tedde che, insieme ad alcuni amici e familiari, si trova a Pukhet per trascorrere le ferie natalizie. «State tranquilli. Stiamo tutti bene anche se è successo il finimondo. Due onde anomale hanno devastato il litorale. Noi siamo in Albergo»
Maremoto nel sud est asiatico, oltre 30000 vittime. Sta bene il Sindaco di Alghero a Pukhet

ALGHERO - Una serie di onde gigantesche, provocate da un terremoto di 8,9 gradi della scala Richter con epicentro al largo di Sumatra, si sono abbattute nella mattina di domenica 26 dicembre sulle coste del sud est asiatico, spazzando via paradisi turistici, citta', villaggi di pescatori, e provocando distruzione e morte dalla Thailandia allo Sri Lanka, dall'India all'Indonesia, alle Maldive. Ben oltre trentamila sono le vittime gia' accertate, decine di migliaia i feriti, un numero imprecisato di dispersi, incalcolabili i danni provocati dal maremoto nell'Oceano Indiano.
Ore di ansia e di angoscia per il Sindaco di Alghero Marco Tedde che, insieme ad alcuni amici e familiari, si trova a Pukhet per trascorrere le ferie natalizie. «State tranquilli. Stiamo tutti bene anche se è successo il finimondo. Due onde anomale hanno devastato il litorale. Noi siamo in Albergo».
Sono circa cinquemila gli italiani, tra i quali anche diversi algheresi, sopratutto vacanzieri, che si trovano, a quanto si apprende, nelle aree turistiche della regione, sopratutto a Pukhet e nelle altre isole della Thailandia del Sud e nelle Maldive. Le notizie giunte tra mille difficolta', non sono pero' rassicuranti: l'Astoi, l'Associazione di tour operator, in continuo contatto con la Farnesina, in un primo momento aveva fatto sapere che non risultavano ne' dispersi ne' deceduti tra i connazionali, ma allo stato dei fatti gli italiani che hanno perso la vita sarebbero undici e molti i dispersi. L'unita' di crisi del Ministero degli Esteri e' al lavoro da ieri e le ambasciate dei paesi colpiti sono impegnate ad organizzare i soccorsi e i piani di evacuazione in collaborazione con i governi locali e gli altri paesi dell'Unione Europea.
Il Paese piu' colpito dalle onde killer appare al momento lo Sri Lanka, dove si registra un bilancio provvisorio di oltre 11.500 morti e un milione di sfollati. Roland Buerk, un giornalista della Bbc, che si trovava in vacanza nella localita' turistica di Unawatuna, ha raccontato scene di orrore. «Siamo stati trascinati dall'acqua per centinaia di metri, cercando di ripararci dalle moto, dai frigoriferi e dalla auto che fluttuavano insieme a noi. Ci sono voci che un'altra onda potrebbe arrivare e la gente sta cercando di arrampicarsi sulle colline».
Simili le testimonianze giunte anche dalle altre rive dell'Oceano Indiano. In India i morti contati finora sono oltre 6.700 e circa 3.000 vittime solo nelle isole di Andaman e Nicobarmille, molte nello stato meridionale del Tamil Nadu e nell'Andhra Pradesh, evacuate 20 mila persone. Almeno 4.185 persone sono morte nel nord dell'isola indonesiana di Sumatra, ma ancora molti sono i dispersi. In Thailandia, il muro di acqua dello tsumani (l'onda gigantesca da terremoto) ha provocato 2.000 morti e oltre 7.000 feriti sopratutto negli arcipelaghi turistici del sud. Colpite le spiagge bianche di Phuket, gli atolli incontaminati dove convergono subacquei da tutto il mondo. Spazzata l'isola di Khao Tapu, immortalata in un film di James Bond. Due turisti sono morti nella famosa Emerald Cave, una grotta sottomarina, poco al largo di Kuang Tungku, meta internazionale di sub. Un'altra quarantina di loro sarebbero ancora intrappolati dentro, mentre alcune decine sono riuscite a portarsi in salvo.
In Malaysia i morti sono 51 e vari i dispersi. Anche qui, ad essere travolte, due isole turistiche: Penang (nordovest),e Langkawi. Nell'arcipelago delle Maldive, altra meta molto popolare dei vacanzieri italiani, almeno 52 persone sono morte e altre 68 risultano disperse. I danni sono ingenti e anche l'aeroporto internazionale non e' utilizzabile. «Nell'intera Male e in tutte le isole siamo con l'acqua al ginocchio dopo che immense onde hanno sommerso l'arcipelago», ha riferito un testimone Mohammed Iatheef, nel sito Internet della Bbc.
Un invito a non partire per le zone colpite dal maremoto che ha interessato il sud-est asiatico e' stato rivolto dal capo della protezione civile Guido Bertolaso a tutti gli italiani che in queste ore si sarebbero dovute mettere in viaggio per la Thailandia, le Maldive, Sri Lanka e gli altri paesi colpiti. «E' importante non partire - ha detto - se non si ha la certezza che il posto dove si deve andare non e' stato toccato dal fenomeno. E' necessario inoltre informarsi con i tour operator delle strutture alberghiere e delle strutture ricettive in genere». La protezione civile e' inoltre in stretto contatto con l'Enac per tenere sotto controllo i voli previsti oggi per le zone colpite in partenza dagli aeroporti internazionali di Malpensa e Fiumicino. La Farnesina ha reso noto il numero di referimento per informazioni sugli italiani presenti nelle aree colpite dal vasto terremoto e dalle successive ondate di maremoto nel sud-est asiatico. I familiari di italiani che si trovano in questo momento nelle aree interessate per aver informazione sullo sviluppo della situazione possono contattare lo 06-36225, 06 3691 5551 oppure 06 3691 5552.



Hosting provider Aruba S.p.A. Via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) P.IVA 01573850516 - C.F. 04552920482

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

© 2000-2026 Mediatica SRL - Alghero (SS)