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Roberto Barbieri
Istituto Subacqueo Italian 1 luglio 2003
Già in vigore i vincoli per l'Area Marina Protetta
Il parco marino "Capo Caccia – Isola Piana" è suddiviso in tre distinte aree sottoposte a differenti livelli di fruizione. Ecco i vincoli previsti dal decreto istitutivo
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Dopo un iter durato vent'anni, a fine del 2002, il Ministero dell'Ambiente ha definitivamente istituito l'Area Marina Protetta di Capo Caccia – IsolaPiana. Salgono così a quattro le AMP istituite in Sardegna (Villasimius, Sinis-Mal di Ventre, Tavolata, Capo Caccia), a cui si aggiungono i tratti marini e strettamente costieri dei due Parchi Nazionali dell'Asinara e dell'Arcipelago della Maddalena. Comincia perciò a delinearsi, lungo le coste sarde, un sistema integrato e razionale di tutela del patrimonio marino che era stato per lungo tempo trascurato. L'Area Marina Protetta di Capo Caccia – Isola Piana non è in realtà molto estesa, ma comprende di fatto tutta la costa alta e calcarea del territorio di Alghero, da Capo Galera fino a Punta Gessiere e l'intera rada di Porto Conte. Sono in questo modo sottoposti a tutela oltre 35 chilometri di costa, circa la metà dell'intero sviluppo costiero del territorio comunale di Alghero. All'interno dell'AMP, la costa alta a falesia comprende tutte le più importanti grotte sommerse, i principali ambienti di scogliera ed i più importanti siti di nidificazione degli uccelli marini. Sempre all'interno dell'area protetta è compresa la rada di Porto Conte, in cui è presente un'estesa prateria sommersa, e luogo di notevole importanza per la riproduzione di molte specie marine. Si tratta, come è noto, di un'area di elevato pregio ambientale e naturalistico, su cui peraltro insistono numerose attività turistiche, ricreative, diportistiche e di pesca.
Non tutti sanno, però, che anche indipendentemente dall'Ente Gestore (in via provvisoria il Comune di Alghero), i vincoli previsti dal decreto istitutivo sono già da mesi in vigore. Sarà perciò utile riassumere i principali aspetti della normativa: La zonizzazione è quella tipica delle AMP italiane, con tre distinte aree sottoposte a differenti livelli di fruizione: Zona A - due piccole aree di "riserva integrale" in cui è possibile accedere solo per motivi di vigilanza o di studio, previa autorizzazione. La prima circonda per 200 mt. la costa dell'Isola Piana, salvo il lato verso costa, la seconda è posta circa 200 mt. prima e dopo Punta S. Antonio (vedi cartina). In queste due aree non è consentito l'accesso e di conseguenza è vietata anche l'attività di balneazione e di pesca (anche da terra con la canna).. Zona B – riserva generale. In pratica tutta la costa alta tra Capo Galera, Punta Giglio e Punta del Cerchio e tra la Torre del Bollo, Capo Caccia e Punta Gessiere, comprese le isole Foradada e Piana. In quest'area la velocità delle imbarcazioni private non deve superare 5 nodi, è consentita la balneazione ed è vietata la pesca subacquea. Tutte le altre attività sono consentite, ma regolamentate (pesca professionale, pesca di superficie,…). Zona C – riserva parziale. Comprende la baia di Porto Conte e si estende oltre la zona B fino a circa 50 mt. di fondo. In questa zona la velocità massima consentita è 10 nodi, salvo raggiungere le marine interne a Porto Conte lungo un corridoio libero che sarà segnalato. Sono consentite le immersioni subacquee mentre è vietata la pesca subacquea. Tutte le altre attività, come per la zona B, sono consentite, ma regolamentate. In zona B e C è pertanto consentita la pesca di superficie con canna o lenza, mentre si ricorda che in tutta l'area protetta è vietata qualsiasi forma di pesca subacquea, sia sportiva che professionale, e qualsiasi forma di prelievo non autorizzato di specie marine. Per i diportisti gli unici vicoli sono, per ora, quelli relativi ai limiti di velocità, mentre dovranno in futuro rispettare le metodologie di ancoraggio previste dall'Ente Gestore (ancoraggio comunque libero in zona C se si utilizza la mazzera in pietra locale). Se tali vincoli verranno rispettati, è possibile che con il tempo si ottenga un ripopolamento di specie marine di pregio, con un effetto positivo non solo per le attività turistiche subacquee, ma anche per gli stessi pescatori locali, unici a poter operare all'interno dell'AMP. Si tratta perciò di un momento decisivo per la tutela e la valorizzazione di tratto marino e costiero di importanza mediterranea, al punto che, anche indipendentemente dall'Area Marina Protetta, il Comune di Alghero ha avviato, presso l'UNESCO, la procedura per inserire le falesie e le grotte sommerse di Capo Caccia nell'elenco mondiale dei siti patrimonio dell'umanità. Si auspica, infine, che si provveda a una maggiore informazione sull'avvio dell'AMP con il coinvolgimento delle categorie che operano nei vari settori, per procedere in modo coordinato e per far sì che le esigenze di tutela e di vigilanza, si raccordino serenamente con l'indispensabile fruizione e valorizzazione dell'area. |
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