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Stefano Idili
3 gennaio 2005
Cresce la preoccupazione per Mariastella e Angela
La Farnesina ha chiamato ieri in casa del Prof. Usai ( fratello di Maria Stella) per confermare che in nessun elenco ufficiale, che derivi da ospedali, da strutture ricettive o dalle autorità del luogo, risultano i loro nomi

ALGHERO - Ad oltre una settimana dall´immane tragedia che ha colpito il Sud Est Asiatico le notizie su Mariastella e Angela sono praticamente nulle. Ad oggi nessuna telefonata, né una mail, né un sms che abbiano potuto rassicurare parenti e familiari. I piccoli focolai di speranza che si sono accesi in questi giorni hanno riguardato soprattutto la quasi certezza che le due turiste sarde non si siano mai recate nelle Isole Andamane, che sono state tra le zone maggiormente colpite dallo Tsunami. Infatti per accedere in quelle isole è obbligatorio procurarsi un visto dalle autorità indiane (essendo isole che fanno parte dell´India), ma a quanto risulta dai vari controlli incrociati tra agenzia Altair di Alghero, Farnesina e familiari, le due non avrebbero mai chiesto un visto al consolato indiano per raggiungerle.
Comunque la vicenda non prende una bella piega. Pur essendo quasi sicuri che non si siano avventurate in quelle isole, più passano i giorni più risulta strano che le due non si siano ancora messe in contatto con familiari o autorità del luogo. Per chi viaggia in quelle zone non è poi così strano stare lontani dalla tecnologia, fuggire per qualche tempo dall´ansia occidentale, staccare la spina e rifugiarsi in un bungalow sulla spiaggia a scrutare il mare senza televisione, telefono ed altre diavolerie tecnologiche. Nella famosa Phi Phi Island, dove fu girato il famoso "The Beach", addirittura non esiste l´energia elettrica e le esigenze dei turisti e dei locali vengono soddisfatte azionando per alcune ore della giornata un grosso gruppo elettrogeno.
A questo punto è facile intuire che chi si reca in quelle zone cerchi la pace e la tranquillità e voglia dimenticare per alcuni giorni la vita quotidiana, ma dopo oltre una settimana risulta abbastanza strano che Maria Stella e Angela non abbiamo dato ancora nessun cenno. La Farnesina ha chiamato ieri in casa del Prof. Usai (fratello di Maria Stella) per confermare che in nessun elenco ufficiale che derivi da ospedali, da strutture ricettive o dalle autorità del luogo, risultano i loro nomi. Ed inoltre le notizie che arrivano dalle zone colpite non sono confortanti. Dopo il maremoto si stanno diffondendo alcuni focali di malattie infettive, che prendono facilmente piede visto l´incredibile numero di cadaveri che si trovano sparsi per le strade e che vanno a contaminare l´acqua potabile e l´aria che si respira.
Addirittura per evitare un possibile diffondersi dei virus la polizia thailandese ha dato ordine a parenti e amici degli stranieri periti di stare lontani dalle aree devastate, e in particolare dagli obitori ove sono state radunate le salme delle vittime, ivi compresi i tempi buddhisti trasformati in camere mortuarie di emergenza.
Intanto il numero dei morti cresce vertiginosament, superando, secondo le ultime stime, i 150.000, mentre il prossimo 5 gennaio l´Unione europea osserverà una giornata di lutto per tutte le vittime del terremoto. La decisione è stata comunicata al termine del vertice al Ministero degli Esteri ed è stata presa d´intesa con la presidenza lussemburghese dell´Unione Europea. L´unica notizia positiva in questo mare magnum di distruzione e disperazione è che il numero degli italiani dispersi è sceso a 570, la maggior parte dei quali erano concentrati nell´area dello Sri Lanka. Infatti delle 660 persone disperse, 90 sono state localizzate attraverso una capillare azione di verifica fatta a Roma in collaborazione con la polizia e sul posto da parte delle autorità diplomatiche.
Nella foto: le liste dei dispersi
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