I lavoratori che la nuova Alitalia andrà a cedere, non è l’intera attività che la stessa azienda svolge presso lo scalo di Alghero. Sei lavoratori rimarrebbero in seno alla compagnia aerea
ALGHERO - Iniziano a trapelare i primi contenuti del contratto in vigore dal 1° dicembre: delle attuali 59 unità impiegate presso lo scalo di Alghero, la Cai ne trasferirebbe alla Sogeaal solo 53, di cui 26 impiegati (5 Full time e 21 Part Time) e 27 operai (11 Full time e 16 Part time). Sono i numeri dell'
accordo tra Sogeaal e nuova Alitalia, che prevede la cessione del ramo d'azienda Eas, quello che si occupa dei servizi a terra, in seno alla società di gestione aeroportuale dello scalo catalano.
Numeri resi noti dal segretario generale della Filt-Cgil, Arnaldo Boeddu, che annuncia l'imminente richiesta di un incontro urgente in cui siano presenti la Cai, la Sogeaal e soprattutto la Regione Sardegna, tramite l’Assessore Regionale dei Trasporti, unici azionisti della Società di Gestione dello scalo di Alghero, «affinché si possa addivenire alla sottoscrizione di un accordo che, fin da ora, tuteli anche il personale non presente nell’elenco dei lavoratori che debbono passare in Sogeaal», precisa Boeddu.
I problemi per i sei lavoratori non trasferiti, potrebbero sorgere in caso di non conferma della continuità territoriale o di fusione di Alitalia con Air France - sottolinea il segretario Filt-Cgil - che non avrebbero certezze. «Non è giusto ne corretto costringere una parte di lavoratori a non sapere quale sarà il loro futuro da qui ad un paio d’anni - precisa Arnaldo Boeddu - con il serio rischio, in questo caso, di dover emigrare all’età di 52 – 55 anni per poter mantenere il lavoro».
Nella foto: Arnaldo Boeddu, segretario generale Filt-Cgil