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S.A.
24 gennaio 2011
«Fuochi di Sant´Antonio un successo»
La manifestazione ha coinvolto 100 comuni sardi, per la prima volta uniti sotto la regia della Regione per l’Isola che danza

CAGLIARI - Le fiamme dei fuochi di Sant’Antonio si sono appena spente, ma le braci continuano a scaldare i cuori degli abitanti dei cento comuni sardi e dei loro ospiti coinvolti nell’evento, che per la prima volta si sono uniti sotto la regia della Regione col il brand dell’Isola che danza. Il ricordo delle lunghe notti fiammeggianti e ricche di scintille non si dimenticherà facilmente. Scintille che per due fine settimana hanno unito idealmente i comuni sardi che hanno perpetrato questo antico rito religioso, tra il sacro e profano, che quest’anno, grazie a una puntuale ricognizione sui territori, condotta dall’assessorato regionale del Turismo e dall’agenzia Sardegna Promozione, hanno goduto di una campagna istituzionale mai pensata e attivata sino ad ora.
«L’opera della Regione – ha sottolineato l’assessore regionale del Turismo Luigi Crisponi - oltre che rinnovare il sentimento di identità tra le popolazioni e richiamare numerosi turisti, incuriositi dalle originali interpretazioni sarde dei Fuochi di Sant’Antonio Abate, ha consentito all’assessorato regionale di esportare in Europa, a Vienna, Oslo, Utrecht e Stoccarda, la magia e il mistero delle Scintille dal cuore». «Esprimiamo, quindi, la piena soddisfazione – ha proseguito l’esponente della Giunta Cappellacci – per la corale partecipazione delle amministrazioni locali coinvolte, dove interi quartieri e rioni si sono misurati nel preparare i fuochi e offrire ai visitatori, come da tradizione, fave e lardo, pistiddu, coccone e buon vino».
Col cuore ancora caldo, nel ricordo e nel calore dell’atmosfera dei fuochi, ora è il turno dei preparativi del Carnevale, che animerà ben 37 comuni dell’Isola che danza. Su Karrasecare inviterà gli abitanti e i turisti, già ospiti o giunti per l’occasione, ad ammirare i Mammuthones e i Issohadores, i Boes e Merdules, Sos Thurpos e s’Erittaju, S’urtzu e sos Buttudos, ad assaporare le prelibatezze enogastronomiche dei luoghi coinvolti e della stagione, partecipando a eventi che affondano le radici fin dal lontano 1546, come per esempio la giostra de Sartiglia.
I Carnevali, così come i Fuochi, saranno promossi dall’assessorato regionale del Turismo anche nelle fiere di Madrid, Dublino, Bruxelles e Praga, dove numerosi operatori turistici e il pubblico che affolla questi prestigiosi palcoscenici internazionali potranno finalmente scoprire e conoscere i dettagli dell’offerta di viaggio in Sardegna nell’altra stagione. «Prosegue la campagna istituzionale dell’Isola che danza – ha concluso l’assessore Crisponi – con l’intento di costruire un programma di altra stagione con i comuni e i loro territori, ognuno con le sue vocazioni e specificità e che, finalmente, sotto l’egida della Regione, vedranno la promozione integrata degli eventi che fanno parte delle loro tradizioni e della loro storia».
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