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A.B.
3 febbraio 2011
Nuove unità operative: «delibera illegittima»
I segretari territoriali della Cisl Fp e del Nursing Up, Giovanna Zirattu ed Alessandro Nasone, analizzano la decisione della Giunta Regionale in materia
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ALGHERO - «Con la Delibera 3/14 del 26 Gennaio 2011, la Giunta Regionale ha, d’imperio, istituito nuove unità operative dando mandato ai commissari di predisporre gli atti necessari alla loro “attivazione”». Lo dichiarano in un comunicato congiunto, i segretari territoriali della “Cisl Fp” e del “Nursing Up”, Giovanna Zirattu ed Alessandro Nasone. «L’Asl di Sassari – proseguono - dovrà quindi limitarsi ad attribuire un posto di dirigente di struttura complessa di cardiologia riabilitativa, posto che tale unità operativa è attiva già da diversi anni presso il Santissima Annunziata di Sassari; non entriamo in merito all’opportunità di avere a Sassari un’ulteriore struttura complessa o sul fatto che non sono state invece attivate quelle indicate nell’atto aziendale con individuazione dei posti letto, per esempio Riabilitazione di Sassari e Ozieri, ma vogliamo soffermarci sul metodo di concepimento della delibera».
«Di fatto – sottolineano - è stato modificato l’atto aziendale del 9 giugno 2008, approvato dalla Conferenza dei sindaci del territorio, dalle sigle sindacali aziendali e dalla Regione. Una delibera del genere è uno schiaffo al territorio e alle istituzioni che lo rappresentano, oltre che ai Sindacati ed evidenzia la gestione poco lineare dell’Assessorato che, anche su specifica richiesta dell’Asl, ha sempre risposto che l’Atto Aziendale non è attualmente modificabile. E’ il Territorio che deve decidere di quali strutture l’Asl deve dotarsi per adeguare l’offerta sanitaria – insistono - non gli uffici della direzione generale della Sanità che devono invece fare una seria programmazione (la rideterminazione dei posti letto?), è il territorio che deve programmare e proporre, perciò riteniamo questa delibera illegittima e pericolosa, perché, di fatto, toglie al territorio la guida politica della Sanità, ricordando che qualsiasi modifica dell’atto aziendale deve essere valutato e approvato dalla conferenza dei Sindaci». «Ancora una volta osserviamo quale disprezzo ha l’Assessorato per la Sanità sassarese e per le sue strutture ospedaliere, ricordando che è proprio l’Assessorato e la sua Direzione Generale che predica bene e poi razzola male. Infatti è solo di ottobre la Delibera Assessoriale che modifica i requisiti generali per l’accreditamento delle strutture sanitarie; ebbene secondo tale delibera l’Asl di Sassari e l’Azienda Mista non possono essere accreditate sia per quanto riguarda le strutture che sono fatiscenti ma nemmeno per quanto riguarda il personale. Anche se nella Delibera si chiede che le strutture sanitarie si adeguino ai nuovi requisiti entro trentasei mesi, facendo i conti secondo le linee guida indicate dalla Direzione Generale alla Sanità, soltanto per quanto riguarda l’Asl 1 di Sassari nei tre presidi ospedalieri mancano sessantasei infermieri e centoquaranta operatori socio-sanitari! Numeri enormi che potevano essere dimezzati se l’assessore Liori e la Direzione Generale dell’Assessorato non avessero bloccato le cinquantasei assunzioni di infermieri preventivate a marzo dalla Direzione Aziendale Asl, non parliamo poi dell’Aou dove lavorano sessantacinque infermieri precari che hanno tutti il contratto in scadenza a marzo». «Tutto ciò – sottolineano - accade nel totale disprezzo e disinteresse per il progressivo scadimento della qualità assistenziale erogate nei reparti delle due Aziende . Tutte le unità operative hanno carenze croniche di personale, anche reparti chiave, che hanno liste d’attese enormi e visto la carenza di personale medico, infermieristico e di supporto non riescono a soddisfare la domanda proveniente dall’utenza. Parliamo della Cardioanestesia e della Neurochirurgia, reparti che secondo la Delibera 34/26 del 18 ottobre 2010, dovrebbero avere in organico rispettivamente diciotto infermieri e cinque operatori sociosanitari (Cardioanestesia) e ventitre infermieri e sette operatori sociosanitari (Neurochirurgia), mentre attualmente sono: Cardionestesia dodici infermieri ed un operatore, Neurochirurgia quattordici infermieri e zero operatori; oltretutto, è cronaca di questi giorni, alle carenze croniche si aggiungono le malattie, tanto che i colleghi rimasti in servizio, spesso devono turnare soli o con personale estemporaneo, che naturalmente non può garantire lo stesso standard qualitativo del personale formato per quei tipi di reparti». «Che dire, inoltre, dell’unico servizio di riabilitazione del nord Sardegna? Anche nella struttura del Marino di Alghero, dove si assistono paziente traumatizzati e che si stanno risvegliando dal coma, abbiamo dodici infermieri a fronte dei ventitre necessari, mentre mancano del tutto gli operatori sociosanitari. E’ desolante rimarcare sempre gli stessi problemi, ma è più demoralizzante vedere che nonostante le continue richieste d’intervento e di sblocco delle assunzioni, provenienti dai sindacati e dalle istituzioni del Territorio, l’unica cosa che l’Assessorato riesce a concepire è costruire dal nulla una nuova struttura complessa e cosi aumentare i posti di primariato. In questo momento, la popolazione del nord Sardegna ha bisogno di essere assistita e curata ed ha il diritto di avere una sanità che funziona e non di vedere per l’ennesima volta usare gli ospedali come ufficio di collocamento di qualcuno». La conclusione dei segretari territoriali della Cisl Fp e del Nursing Up è netta. «Consigliamo all’assessore alla Sanità e al direttore generale, un’attenta lettura del “Sole 24ore Sanità” del 25 gennaio, di cui riportiamo uno stralcio “la spesa sanitaria nell’Isola, letteralmente esplosa nel 2009 con un disavanzo di 225milioni, a fronte di 80milioni del 2008, così come certificato dal Ministero lo scorso marzo in occasione della verifica del piano di rientro predisposto dall’assessore alla Sanità per il biennio 2007-2009. Un buco che si è ulteriormente allargato nel 2010 fino a raggiungere i circa 250milioni”». |
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