|
S.A.
12 marzo 2011
«Un piano per rilanciare il Nord Sardegna»
Api Sarda Sassari, Parco nazionale Asinara, Confturismo e Comune di Stintino chiedono maggiore attenzione per il turismo, risorsa per il territorio

STINTINO - «L’ambiente è una risorsa che negli anni abbiamo maltrattato. Su questa ricchezza Stintino sta costruendo un suo percorso, perché è convinta che il turismo non se ne possa privare così come non se ne possano privare le altre economie che sono il filone produttivo della Sardegna e dell’Italia». Così questa mattina (sabato) Antonio Diana, sindaco di Stintino è intervenuto alla conferenza stampa congiunta con gli amministratori del Parco dell’Asinara, Api Sarda Sassari e Confturismo Nord Sardegna, svolta nella sala consiglio della Camera di commercio di Sassari.
Il loro è «un grido di dolore» che, per Italo Senes, presidente di Api Sarda Sassari, «rappresenta le 2.300 aziende della provincia di Sassari che soffrono per quello che succede nel territorio». Alla base dell’intervento dei quattro amministratori ci sono alcuni argomenti che tengono banco in questi giorni: dalla “chimica verde” agli effetti; dell’aumento dei prezzi sul trasporto marittimo; quindi ancora alla possibile sovrattassa alle concessioni demaniali prevista nel collegato alla Finanziaria regionale.
«Abbiamo il diritto-dovere di tutelare il nostro ambiente – ha detto ancora Antonio Diana – per creare benessere. L’incidente di gennaio al pontile E.On adesso è in parte superato, ma mi chiedo cosa sarebbe successo se fosse accaduto a giugno e invece di 45 metri cubi fossero stati 450? Allora è necessario un alto livello di attenzione. Ci aspettiamo che adesso segua il processo di bonifiche e che vengano messi a disposizione gli 800milioni di euro garantiti per le bonifiche e si avvio un processo di riconversione degli impianti così anche delle aree a fini turistici». «Eppure – conclude il primo cittadino di Stintino – ci scontriamo con i problemi delle tariffe delle navi, con le concessioni demaniali che potrebbero aumentare vertiginosamente, con le piccole imprese che sono le colonne portanti della nostra economia che sono costrette a chiudere. Si deve aprire un momento di riflessione a cui chi deve prendere il comando e le decisioni non può sottrarsi».
«Come presidente di Api Sarda – ha aggiunto Italo Senes – non faccio altro che ambulatorio, con aziende che chiedono la cassa integrazione, con il 50 per cento delle stesse in piena crisi, con aziende alle quali viene chiesto di pagare quanto dovuto alla Stato e subito, mentre lo Stato non onora gli impegni». «Alla crisi si aggiunge una coltre fumogena – ha proseguito – che nasconde quello che avremmo dovuto avere. Siamo 20 anni in fasi di dismissioni e adesso si parla di “Chimica Verde”. Non siamo contrari, ma siamo contro gli annunci, un qualcosa di sperimentale non può essere propinato come immediatamente accantierabile. Prima di tutto dateci quello ci spetta, le bonifiche.
E intanto ci risulta che qualcuno, nella zona industriale, stia costruendo mega serbatoi, non vorrei che ci si mettesse davanti al fatto compiuto».
E se questo può mettere in discussione ulteriormente l’integrità dell’ambiente, a difesa del sistema si è pronunciato anche il presidente del Parco nazionale dell’Asinara, Pasqualino Federici. «Io devo difendere l’integrità ambientale per tutelare l’Asinara – ha detto – devo intervenire quando l’ambiente è messo in pericolo».
Chiaro il suo riferimento alla Chimica Verde e alla necessità di coniugare la sua presenza con il rispetto dell’ambiente. «Vogliamo privilegiare l’ambiente? Nessuno protesterà per i posti di lavoro, ma le due cose – ha aggiunto Federici – devono essere conciliabili, devono esserci progetti veri, deve esserci rispetto dell’ambiente. Perché se roviniamo il golfo dell’Asinara alloro discutiamo di quanti posti di lavoro perderemmo. Non c’è bisogno di tanti calcoli, sarebbe l’unica ricchezza che verrebbe meno: gli operatori del turismo, che campano delle loro forze».
Per Giorgio Macciocu, presidente di Confturismo Nord Sardegna, infine è necessario un piano economico del Nord Sardegna. «Il petrolchimico – ha detto – è un faro, se lo spegniamo sarebbe il buio per molti posti di lavoro. Ma pensiamo a Stintino, Alghero, Castelsardo, se stacchiamo la presa del turismo cosa succederebbe?». «Dobbiamo chiedere più attenzione – ha continuato – oggi agricoltura, artigianato sono collegati al turismo. Ci hanno promesso una lunga estate e abbiamo aperto 2-3 mesi in più la scorsa stagione, ma i contributi non sono arrivati. Quest’anno la stagione sarà più breve perché le tasse sono aumentate».
Nella foto: (da sinistra) Federici, Diana, Senes e Macciocu
|