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Red
16 marzo 2011
«Sanità algherese allo sbando, mobilitazione»
Carlo Sechi e Mario Bruno esortano il Sindaco e tutti i cittadini del territorio a dire compatti basta. Situazione al collasso in quasi tutti i reparti algheresi. Una città presa in giro
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ALGHERO - Decisa presa di posizione dei consiglieri regionali algheresi Mario Bruno e Carlo Sechi, dopo mesi di clamorose promesse mancate e anni di colossali prese in giro. «La sanità di Alghero, nel disinteresse generale, è al limite del collasso. Gli incontri “diplomatici” coi responsabili regionali e aziendali non bastano più, occorre un'azione più incisiva: una vera e propria mobilitazione che deve coinvolgere la città di Alghero e tutti i comuni del distretto», così i due consiglieri che senza mezzi termini parlano anche loro di «prese in giro senza fine».
Settembre 2010. Il riferimento è al famoso progetto a breve, medio e lungo termine che la Asl doveva consegnare al sindaco di Alghero: un percorso concordato cinque mesi fa con l’assessore Liori (il primo tavolo farsa andò in scena al Calabona). «Dov'è finito», si chiedono amareggiati Sechi e Bruno che precisano come la situazione sia sempre più preoccupante. «Ai gravi problemi della Medicina generale, ormai dobbiamo sommare quelli di quasi tutte le unità operative. Possiamo fare alcuni esempi, facilmente risolvibili, che necessitano però di un'azione immediata». Il reparto di Chirurgia vive una situazione di costante emergenza. Deve garantire il servizio 24 ore su 24 per trenta giorni mensili ma con soli sette medici, di cui uno usufruisce della legge 104: impossibile. L'organico va subito potenziato. Manca da più di un anno il responsabile dell’unità di Gastroenterologia endoscopica, mai sostituito: servizio fortemente ridimensionato e gravi problemi per l’utenza. C'è cronica carenza di personale infermieristico in quasi tutti i reparti. Per l'unità semplice di Oncologia, questo comporta la sospensione del turno pomeridiano e dell'attività del sabato mattina. Bisogna intervenire per riportare a standard assistenziali adeguati un reparto con un'attività così delicata. «Come ribadito più volte -sottolineano Bruno e Sechi - anche l'ospedale Marino di Alghero vive in questi mesi il periodo più difficile degli ultimi venti anni. Era un punto di riferimento in Sardegna per il trattamento delle patologie ortopediche e traumatologiche. Oggi sembra una struttura allo sbando: medici e infermieri lavorano in condizioni di grande difficoltà in diversi reparti e la qualità dell'assistenza ne risente». I numeri dell’attività chirurgica (- 40%) e la progressiva riduzione del personale infermieristico sono la testimonianza evidente degli effetti di tale situazione, insieme all’aumento vertiginoso delle liste d’attesa e al conseguente ricorso ai privati. L'Oculistica, ora ospitata al terzo piano del Marino, soffre la carenza di spazi, arredi minimi, attrezzature, ma soprattutto risorse tecnologiche e umane adeguate che potrebbero far fare un salto di qualità e rispondere alla crescente domanda. «Da questi esempi, solo alcuni di un lungo elenco, si comprende il livello di abbandono in atto - concludono i due rappresentati del territorio in Regione - che meritano una reazione compatta, a cominciare dal sindaco di Alghero che non può più accontentarsi di promesse. È ora di dire basta». Nella foto: Mario Bruno e Carlo Sechi |
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