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Red
8 marzo 2005
Gli Enti locali possono bloccare la vendita degli immobili della Regione
Massimo Manca, portavoce dell’Associazione Argonauta: «se la volontà della Regione di liberarsi di tali beni, per fare "cassa", si era già parlato in passato, di certo nessuno ha comunicato agli Enti locali che la procedura di alienazione prevede la possibilità di richiedere l´acquisizione di tali beni ad un "prezzo simbolico"

CAGLIARI - Con una delibera di Giunta regionale (n° 41/11 del 12 ottobre 2004 - BURAS n° 3 del 28.01.2005) è stato approvato il settimo elenco annuale dei beni immobili da alienare di proprietà della Regione Autonoma Sardegna. In tale elenco, redatto dall’Assessorato regionale degli Enti Locali (Servizio Centrale Demanio e Patrimonio) sono stati inseriti centinaia di beni immobiliari distribuiti nell´intero territorio regionale, moltissimi dei quali di particolare pregio e rilevanza storica, naturalistica e paesaggistica. A tal proposito interviene Massimo Manca, portavoce dell’Associazione Argonauta, il quale, con una nota stampa afferma che «se la volontà della Regione di liberarsi di tali beni, per fare "cassa", si era già parlato in passato, di certo nessuno ha comunicato agli Enti locali che la procedura di alienazione prevede la possibilità (solo per le amministrazioni pubbliche) di richiedere l´acquisizione di tali beni ad un "prezzo simbolico". Si tratta di una opportunità amministrativa che, se esercitata con tempestività dai Comuni isolani non potrebbe che fare gli interessi delle loro comunità, sottraendo i beni in vendita ad una cieca speculazione da parte di privati e società immobiliari, che peraltro hanno già fiutato l´affare».
Ma l´aspetto più importante di questa vicenda (oltre alla qualità storica e paesaggistica di moltissimi dei beni che la Regione intende alienare) risiede però nella quantificazione del “prezzo simbolico” che sarà possibile applicare agli Enti locali che facciano richiesta di acquisire tali beni. Infatti, il “prezzo simbolico”, (da riconoscersi solo agli Enti locali) è determinato per legge (L.R. n° 34/52, modificata dalla legge regionale n° 35/95) in soli 51, 65 euro !!
Circa la destinazione d’uso che gli Enti locali potrebbero assegnare a tali beni, le ipotesi possono essere le più diverse, vista la carenza di servizi di utilità pubblica o sociale che molte comunità isolane lamentano. «Insomma – conclude Manca - un´opportunità che deve essere assolutamente colta e che permetterebbe l´utilizzo di questi beni anche per fini produttivi, con ricadute occupazionali di non poco conto».
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