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Stefano Idili
14 marzo 2005
Ugl, urge mobilitazione della Sardegna per lavoro, cultura e autonomia
Per Piu i conti da risanare e l’uscita dall’Obiettivo 1 sono due colpi tremendi alla fragile economia sarda, fragilità che deriva in massima parte dal problema dell’insularità, doppia insularità a nostro parere, esterna verso il continente ed interna per la difficoltà dei collegamenti dell’isola

CAGLIARI - Piergiorgio Piu (Segreteria regionale Ugl Sardegna) sottolinea come sia necessario riaprire la vertenza con Stato e Ue. «L’Ugl già da molti anni va sostenendo una battaglia nel senso indicato dal consigliere regionale Adriano Salis» ha dichiarato Piergiorgio Piu, «è una iniziativa che condividiamo nei modi e nella sostanza, i conti da risanare e l’uscita dall’Obiettivo 1 sono due colpi tremendi alla fragile economia sarda, fragilità che deriva in massima parte dal problema dell’insularità, doppia insularità a nostro parere, esterna verso il continente ed interna per la difficoltà dei collegamenti dell’isola». Inoltre per Piu il tema della continuità territoriale delle persone ma anche e soprattutto delle merci è fondamentale per uno sviluppo concreto e duraturo. «Sono anni che andiamo sostenendo una mobilitazione generale della Sardegna per il rilancio del lavoro, della produzione, della cultura e della dignità autonomistica, ma se di tutto questo non si fanno carico le segreterie nazionali dei partiti e le segreterie confederali dei sindacati non andremo da nessuna parte. Il nostro sindacato - conclude Piergiorgio Piu - sarà in prima fila nel sostenere una tale mobilitazione ma abbiamo l’impressione che i viaggi dell’elemosina a Roma non finiranno così presto e la dignità dei sardi continuerà ad essere calpestata da maggiori interessi continentali».
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