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Red
12 ottobre 2011
«Basta clan nel Partito democratico»
Mario Bruno: il dibattito interno non può più essere sopito dai capo-bastone e dai loro portavoce. Durissime le parole dell´ex-capogruppo in consiglio regionale

ALGHERO - «Il Partito democratico sardo è a un bivio cruciale della sua breve storia. Deve decidere se concentrarsi e confrontarsi su una diversa idea di Sardegna, sul progetto da costruirle intorno e sul programma col quale tornare alla guida della Regione, oppure se disintegrarsi nelle guerre intestine tra clan. Il dibattito che si sta sviluppando anche in queste ore non è sano. Non mette al centro la soluzione dei problemi reali che i sardi attendono da troppo tempo. In un momento di crisi profonda del centrodestra, del Pdl, del presidente Cappellacci e del suo leader Berlusconi, la Sardegna non ha bisogno di chiacchiere o di conte interne ma di una risposta unita e coesa».
E' il chiaro monito del vice-presidente dell'assemblea regionale sarda, l'onorevole Mario Bruno, che traccia la strada della conferenza programmatica, «da avviare immediatamente e da realizzare in modo itinerante e capillare in tutta la Sardegna - dice - con il coinvolgimento di circoli, associazioni, cittadini, cuore pulsante della società sarda». Secondo Mario Bruno permetterebbe di conoscere e approfondire le situazioni reali sul territorio, nobilitando la politica.
«Non è guerra tra correnti che stanno sempre più diventando grumi autoreferenziali né può essere ridotta all’egemonia di un’oligarchia guidata da coloro che sono sulla cresta dell’onda da decenni e che vogliono condizionare ancora scelte e percorsi», attacca il politico algherese. «Il Partito democratico ha bisogno di forze giovani, libere, di una rete di rapporti tra circoli che in questi mesi già stanno animando il dibattito sul territorio. E noi oggi dobbiamo rafforzare questo dibattito che non può più essere sopito dai capo-bastone e dai loro portavoce», conclude.
Nella foto: Mario Bruno
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