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S.A.
31 ottobre 2011
Baradili: Partito Democratico in cattedra
Una conferenza programmatica durata due giorni. Confronto tra giovani e vecchi del partito, gruppi di lavoro e dibattiti

BARADILI - Seicento democratici, iscritti e non, dirigenti e militanti hanno partecipato alla conferenza del Pd sardo riunitosi a Baradili nei giorni scorsi per una conferenza programmatica: «numeri soddisfacenti ha commentato» la responsabile dell'evento, Laura Pisano. Un'occasione per «creare un clima di ascolto per le voci nuove più che per coloro che occupano le cronache politiche» spiegano i promotori.
I lavori sono stati visibili in diretta video su internet. Tornando ai numeri della manifestazione, nei 160 interventi, le nove relazioni di esperti e i vari dibattiti sono emerse «decine di nuove idee che si confronteranno nelle 100 iniziative nei territori che in tre mesi sono già previste in Sardegna, tutte autocandidature di circoli, associazioni, enti locali». «E’ la base della nostra alternativa, - aggiunge il vicesegretario del Pd Francesca Barracciu che costruiamo dal basso con l’unico partito popolare nel Paese e nell’isola per fermare il declino causato da questa Giunta Regionale».
La conferenza programmatica è partita bene e caratterizza il Pd sardo. Antonello Cabras ha sottolineato che «siamo di fronte ad un cambio di marcia con cose chiare dette e le scelte nette servono per liberare risorse per lo sviluppo». Renato Soru conferma che «da Baradili porta una bella impressione del Pd, dobbiamo ripartire dal dovere del lavoro e del futuro. Il Pd deve dire che che la Sardegna non vuole più essere assistita». Gianpaolo Diana ha richiamato «la battaglia vinta simbolicamente dall’opposizione in consiglio sul piano casa e sottolineato come tra le cose dette nettamente c’è il si al Galsi».
Silvio Lai ha concluso i lavoro con i ringraziamenti a Baradili, alla segreteria, ai volontari che hanno lavorato per Baradili, alle 200 persone che hanno partecipato ai gruppi. «Un lavoro nei gruppi - ha sottolineato - che continuerà e che è la base del lavoro prossimo e nei tre mesi che ci separano da Cagliari, un lavoro che sarà utile per chi non è potuto essere qui e ci ha seguito da lontano». «Abbiamo idee chiare - conclude - abbiamo in testa politiche che non ripetano le disuguaglianze, abbiamoin testa un regione che non sia ipertrofica, abbiamo in testa un deciso cambio generazionale e nella distribuzione di opportunità e benessere. Abbiamo già cinquanta appuntamenti tra novembre e dicembre mai primi due li dico qui: ci vediamo il 5 novembre a Roma con Bersani e l’11 novembre a Cagliari per lo sciopero generale».
Nella foto: Silvio Lai
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