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A.B.
24 novembre 2011
«Violenza sulle donne anche nel lavoro»
«Anche il mondo del lavoro contribuisce a far lievitare le statistiche sulla violenza contro le donne», ha dichiarato il segretario regionale della Cisl Sardegna Oriana Putzolu

CAGLIARI - «Anche il mondo del lavoro contribuisce a far lievitare le statistiche sulla violenza contro le donne di cui domani, 25 novembre, si celebra la giornata internazionale». Questo l'incipit dell'intervento sull'argomento da parte del segretario regionale della "Cisl Sardegna" Oriana Putzolu.
«Mobbing, lavoro forzato, legato a un inquadramento salariale inadeguato, ricatto sessuale e lavorativo e lavoro nero sono le manifestazioni più evidenti di una violenza che condiziona profondamente le scelte personali e individuali della lavoratrice, come quelle relative alla gravidanza e alla famiglia. Inoltre, anche nella nostra Isola il mondo dell’immigrazione presenta nuove e moderne forme di sfruttamento, inaccettabili quando riguardano uomini in pratica schiavizzati con salari irrisori, addirittura odiose nei confronti delle donne, sotto minaccia di annullare il contratto di lavoro con l’automatica perdita del permesso di soggiorno. Alle badanti si chiedono orari e prestazioni non accompagnati da proporzionati compensi economici e da regolarità contributiva», prosegue il segretario Putzolu.
«La poca sicurezza sui luoghi di lavoro (altra forma subdola e indiretta di violenza) ha bisogno di correttivi calibrati sulle donne. E’ vero, infatti, che esse subiscono infortuni due volte meno rispetto ai loro colleghi maschi, ma due volte di più in fatto di malattie professionali, generalmente collegate allo stress provocato in particolare da molestie sessuali e da discriminazioni di genere. Salvo rare eccezioni, il sistema lavorativo è organizzato secondo regole che riguardano in particolare specificità maschili. Violenza fisica e violenza psicologico-ambientale nel lavoro sono nemiche soprattutto del pianeta donna. Non si sconfiggono se non con un radicale cambiamento culturale, che deve coinvolgere tutti: sindacati, imprenditori e istituzioni. I primi vigilando e proponendo adeguate riorganizzazioni; i secondi aprendosi alle innovazioni, le istituzioni aggiornando la legislazione sul fronte della prevenzione e della vigilanza», ha concluso il segretario regionale della Cisl.
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