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S.A.
20 dicembre 2011
Pari opportunità: sarde discriminate al lavoro
Bilancio Consigliera parita, 144 casi trattati da 2004 a 2011: la maternita' e' ancora un dramma per le donne lavoratrici

CAGLIARI - La maternita' e' ancora un dramma per le donne lavoratrici. Basti pensare che nel 30% dei casi resta il motivo principale delle discriminazioni di genere sul lavoro. Secondo i dati forniti dall'Ispettorato del Lavoro, nel 2010 385 donne si sono dimesse volontariamente dopo aver scoperto di aspettare un figlio. Di questi e altri casi - 144 dal 2004 al 2011 - si e' occupato l'Ufficio della Consigliera regionale di parita', Luisa Marilotti, che oggi ha tracciato il bilancio. La Sardegna e' al terzo posto in Italia per numero di casi di discriminazione trattati quest'anno.
«Quello della lotta alle discriminazioni sul lavoro - ha spiegato Luisa Marilotti - è uno dei campi di attività che ha rafforzato la sfera di intervento grazie ad una normativa più efficace. Numerosi i casi nei quali siamo intervenuti, ma, non potendosi risolvere tutto con interventi di tutela, occorre far leva sulla responsabilità sociale delle imprese, alcune delle quali hanno già da tempo capito che hanno da guadagnare mettendo in campo politiche di non discriminazione. Ecco perché abbiamo promosso anche in Sardegna la ‘Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro».
L'assessorato al Lavoro. «Tra gli obiettivi delle politiche attive del lavoro - ha speigato l'assessore - vi è la promozione della cultura dell’imprenditorialità e della creazione di progetti d’impresa con contenuti innovativi, verso i quali finora la risposta delle donne è stata inaspettata. Mi riferisco a “Microcredito”, “Europeando nuovi imprenditori”, “Promuovidea” e soprattutto “Impresa donna”.»
Nella foto: Antonello Liori
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