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Stefano Idili
1 aprile 2005
Renato Soru: «la menzogna non deve far parte del dibattito politico»
«Abbiamo tutti il dovere di fare la nostra parte per aiutare questa regione sarda a crescere, a crescere in fretta, a superare il momento di crisi anche dell’intero paese. La menzogna non deve far parte del dibattito politico, perché la menzogna non colpisce solamente chi la subisce ma colpisce tutti quanti perché genera la pericolosissima idea che la politica sia sporca»

CAGLIARI - «La Giunta non ha deciso di finanziare Tiscali e tanto meno la sede di Tiscali a Sa Illetta». Renato Soru ha riservato alcuni minuti della conferenza stampa di stamattina sulla ripartizione dei fondi CIPE a “una questione personale”, in risposta a un titolo dell’Unione Sarda di oggi. «Questi soldi – ha affermato - sono per il Casic e per l’infrastrutturazione del polo telematico. Poi Tiscali ha comprato quei terreni dal Casic, li ha pagati al prezzo più alto che siano mai stati pagati terreni industriali in Sardegna e ha comprato terreni infrastrutturati. Il Casic si è fatto finanziare le infrastrutture dal PIT che è stato concordato e poi presentato dalla città di Cagliari nel 2001. Era stato finanziato nel 2003, questa opera ma come tante altre dello stesso PIT viene finanziata con i fondi del Cipe in maniera che i precedenti finanziamenti vadano invece alle imprese, alle imprese preferibilmente delle zone interne della Sardegna e poi alle imprese che si occupano di sviluppo locale». Riepilogando i termini della delibera adottata ieri dalla giunta, il Presidente ha detto: «si tratta di 280 milioni di euro che vengono immessi nel sistema regionale, tutti coerenti col programma che abbiamo presentato agli elettori, con le infrastrutture che servono, le infrastrutture pubbliche, il treno, le strade che servono, nelle strade quando servono, la 554 da mettere in sicurezza piuttosto che costruire un´altra 554. Quindi ci sono tutte le infrastrutture che servono – ha proseguito Soru - c’è la valorizzazione in maniera sistematica de patrimonio culturale della Sardegna e la creazione di presupposti anche con gli spazi museali e con la rete museale per rivendicare quello che stiamo rivendicando cioè che la Sardegna come regione autonoma abbia competenze primarie non solo nella valorizzazione ma anche nella tutela del patrimonio culturale. Perché attorno al patrimonio culturale, come è accaduto in altre regioni d’Europa, si possono innescare dei meccanismi forti di crescita. Ci sono delle cose importanti nell’innovazione tecnologica, di cui poi tutti i singoli assessori vi diranno con molta più precisione di quanta abbia fatto io, loro faranno tutte le interviste separate su ogni settore”. Il Presidente ha concluso il suo intervento tornando sul tema dell’informazione «credo sia doveroso comunicare ai nostri cittadini – ha concluso il Presidente - e comunicare con esattezza. Abbiamo tutti il dovere di fare la nostra parte per aiutare questa regione sarda a crescere, a crescere in fretta, a superare il momento di crisi anche dell’intero paese. E per crescere in fretta c’è bisogno del sostegno, dell’ottimismo, della speranza di tutti quanti, c’è bisogno di sapere che si lavora lealmente, c’è bisogno di lavorare senza pregiudizi, c’è bisogno di essere leali, la menzogna non deve far parte del dibattito politico, perché la menzogna non colpisce solamente chi la subisce ma colpisce tutti quanti perché genera la pericolosissima idea che la politica sia sporca, sia sleale, sia necessariamente un fatto di interessi privati e allora i cittadini si ritirano dalla politica, si ritirano dall’impresa, si ritirano dall’impegno. Allora la comunicazione non deve contribuire a questo».
Nella foto: Renato Soru
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