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Antonio Burruni
30 gennaio 2012
Politica e sociale: I figli di un Dio minore
Il presidente dell’Associazione Il Labirinto Elisabetta Boglioli illustra il primo argomento che l'Associazione sottoporrà al futuro sindaco di Alghero
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ALGHERO – «Nonostante la Sardegna, nel lontano 2005, si sia dotata di
un “Piano Sanitario Regionale” che contiene al suo interno un intero capitolo riferito alla Riforma Psichiatrica, legge 180, teso alla riqualificazione dei servizi destinati ai sofferenti mentali, ancora oggi siamo costretti ad assistere quasi impotenti a situazioni come quelle denunciate dagli operatori sanitari e non, del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale Civile di Sassari (come illustrato su un quotidiano regionale a metà mese)». Questo l’incipit dell’intervento di Elisabetta Boglioli, presidente dell’Associazione “Il Labirinto”, che illustra il primo argomento che verrà sottoposto al futuro sindaco di Alghero. «Situazioni che aggravano ulteriormente lo stato di sofferenza e di disagio degli utenti e, demotiva coloro che all’interno di quella struttura prestano la loro opera,con la consapevolezza che quel reparto necessita urgentemente di interventi di messa a norma. Quel “silenzio degli innocenti” urla vergogna, indignazione rabbia verso coloro che hanno il dovere morale oltre che istituzionale, di tutelare la dignità ed il diritto al rispetto delle “persone” che all’interno conoscono il silenzio. Un silenzio che speriamo svegli qualche coscienza! “Il Labirinto” Associazione per la Salute Mentale, di Alghero, da sempre, in particolare con la realizzazione delle “Giornate sulla Salute Mentale”, ha denunciato le gravi manchevolezze, e lo scarso senso di responsabilità messo in atto da troppo tempo, da parte dagli Enti preposti, leggi Asl n.1, con particolare riguardo gli interventi sui servizi rivolti ai sofferenti mentali. Questo si, è un silenzio vergognoso». «Sono da sostenere – prosegue la Boglioli - gli operatori del “Spdc” di Sassari per la presa di posizione assunta, ma la nostra indignazione cresce nel segnalare ancora una volta, i gravi disagi che sono costretti a sopportare gli operatori e gli utenti del Centro di Salute Mentale di Alghero. Nonostante le varie segnalazioni, da oltre un mese, gli operatori e gli utenti, sono costretti al freddo in quanto non funziona l’impianto di riscaldamento. Possiamo solo immaginare come si vive con le basse temperature di questi giorni. Situazione che aggrava ulteriormente il disagio di una utenza già fragile e sofferente. Stiamo parlando di persone che, è vero, spesso non sono in condizioni di andare a votare; sono persone che non producono; ma sono persone alle quali nessuno può togliere la dignità! Non sono figli di un Dio minore! Hanno dei diritti». «E per avere tutelati questi diritti – sottolinea il presidente de Il Labirinto - che presso il C.S.M di Alghero, si rende necessario integrare le figure professionali che mancano da troppo tempo, la cui assenza ha gravemente penalizzato il Servizio. Oggi gli operatori presenti sono sottodimensionati rispetto alle esigenze, e per consentire loro di lavorare con maggior serenità cosi da offrire all’ utenza maggior attenzione, si rende indispensabile il reintegro delle figure professionali mancanti. Il Centro di Salute mentale di Alghero ha in carico circa 800 utenti. Seicento nel territorio del comune di Alghero, e altri duecento, che provengono dai comuni vicini, coprendo il territorio fino a Thiesi, Bonorva. E necessario integrare il numero degli operatori con almeno altre due figure di Psichiatra, almeno due psicologi, tecnici della riabilitazione, senza dimenticare la figura degli educatori, fondamentale per il percorso riabilitativo. Non dimentichiamo che dopo la chiusura della casa protetta “Villa Segni” il comune di Alghero è completamente privo di qualunque struttura utile alla accoglienza degli utenti in fase riabilitativa e che, per vari motivi non possono essere reinseriti nell’ambito del nucleo familiare. Il Piano Sanitario Regionale, prevede l’apertura del C.S.M. sulle 24 ore: oggi ad Alghero, il Servizio è attivo tutti i giorni, ma a giorni alterni solo al mattino. Prevede l’Abitare Assistito: non è semplice ad Alghero trovare appartamenti da destinare ai sofferenti mentali». «Per l’Associazione “Il Labirinto” e per i familiari che rappresenta, è fondamentale che il C.S.M. di Alghero, torni ad operare almeno sulle 12 ore giornaliere, come d’altronde accadeva fino a due anni fa, e come l’ Associazione non smetterà di chiedere. E fondamentale che non si senta più affermare che non si può mettere fine ad un disagio perché mancano i fondi utili a rendere un servizio efficiente e a norma, ma auspichiamo da parte di chi ne ha le competenze, il coraggio di dimostrare che si ha la volontà e la capacità politica di agire». |
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