A prima vista non ha niente a che vedere con le primarie di Alghero. Eppure...la notizia che ogni anno sono ben 75 gli ettari di paesaggio perduto, sommersi dal cemento selvaggio, dovrebbe trovare un posto di rilievo fra le idee del dibattito politico. Perché, nelle crisi globali che l’intero mondo sta oggi attraversando, Alghero potrebbe e dovrebbe rappresentare un esempio guida, per la capacità di interpretare un nuovo modello culturale di uso sapiente delle risorse culturali della città tutta, con il suo territorio, il suo ambiente naturale e la sua storia. È il problema che ha posto Renato Soru intervistato da Alguer.it (28 gennaio) quando ha chiesto di giudicare gli sfidanti sulla base delle loro proposte sul Ppr, sul piano del paesaggio nazionale sardo, appunto.
Il profilo della nostra città, già compromesso, con i suoi campanili e le sue torri le sue mura e i suoi palazzi storici è da sempre un generatore di ricchezza di gran lunga più redditizio, rinnovabile nel tempo, ad alto valore aggiunto per la quantità e la qualità del lavoro che ne discende. Tutto sta nel trovare il giusto equilibrio. La mancata approvazione del Puc, dopo 10 anni di governo del centrodestra, che aveva trovato consenso con la promessa di una sua rapida approvazione, dopo il fallimento delle giunte di centrosinistra, è la prima domanda da sottoporre agli sfidanti. Non si tratta di demonizzare il cemento, ma di misurarsi sulle proposte concrete per indirizzare lo sviluppo. L’edificazione selvaggia dell’agro ha già prodotto danni irreversibili! Chi se la sente di continuare casomai alienando le coste con svantaggi catastrofici per la qualità turistica della città? Naturalmente tutto si tiene.
Il modo con cui è stato costruito il depuratore, un «pasticcio» di circa 20 milioni di euro che scaricando le sue acque nello stagno del Calich ha poi sporcato le spiagge di Maria Pia con danni immediati per le imprese che operano sull’arenile, dovrebbe suonare come un campanello di allarme assordante. Gli esiti, non solo urbanistici di Piazza dei mercati dimostrano che ormai anche il cemento selvaggio non è più un facile sistema per produrre plusvalore economico. Lo scoppio della bolla edilizia spagnola, dove si è preferito costruire nuove città vacanza, rimaste inabitate e quindi invendute, è un esempio drammatico per gli effetti che ha avuto sull’intera economia della Spagna. Alghero potrebbe scoprire, se fosse capace di trovare un nuovo modello per il suo sviluppo, risorse inedite per costruire una economia di qualità adeguata alla sua immagine.
Fra i lasciti della giunta di centrodestra, due in particolare, sembrano pensati apposta per tramandare conseguenze indelebili anche per il futuro, chiunque vinca la competizione elettorale per governare il Municipio. Crediamo debba essere un punto qualificante di qualsiasi progetto di governo sapere come i sei sfidanti giudicano la Fondazione Meta, fondata dal sindaco, per gestire le grandi risorse pubbliche del comune, le Grotte di Nettuno con l’incasso dei biglietti di ingresso, per esempio, ma anche il Palazzo dei Congressi con tutti i finanziamenti regionali di cui è stato dotato, sottraendole però a ogni controllo pubblico. Un impagabile assist per le tentazioni e diononvoglia ci fosse qualche malintenzionato. Si tratta di una dotazione prevista per il 2012 di 790 mila euro per il solo personale con un aumento di 250 mila euro rispetto all’anno precedente, mentre per le attività istituzionali, eventi e promozioni, sono previsti 550 mila euro, 150 mila in meno rispetto al 2011. Poi ci sarebbe il porto che farebbe la ricchezza di tante città rivierasche, invece abbandonato alla piccole guerre di fazione. Per esempio, come giudicare i risultati nulli dei soldi spesi per lo sbancamento della «secca delle vedove» realizzato per ospitare le grandi navi di crociera? |
MILLE IDEE PER ALGHERO