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Il Quotidiano di Alghero
4 marzo 2012
EDITORIALE | Uniti si vince!
L´editoriale di Alguer.it

Finché Mario Monti sarà capace di resistere alla «proposta indecente» di Silvio Berlusconi, rifiutando di mettersi a capo di una coalizione a tre poli, il destino della politica italiana è al riparo da catastrofiche implosioni. Finché Bersani sarà capace di tenere alto il senso riformista della adesione del Pd al governo dei tecnici il centrosinistra potrà vedere premiata la sua inclinazione al sacrificio politico. Paradossalmente chi ci rimetterà, a leggere con attenzione i sondaggi, è proprio il partito meno politico, il partito di Berlusconi. Il calo dello spread sembra direttamente proporzionale al vantaggio che il centrosinistra sta accumulando giorno dopo giorno, seppure lentamente. È in questo clima, che si svolgeranno le prossime elezioni amministrative. Chi aveva previsto un centrosinistra logorato dalla politica dei sacrifici di Monti, si è sbagliato. Il paradosso virtuoso, provocato dal governo tecnico, consiste nel fatto che sta dando nuova linfa alla vita dei partiti, sollevandoli dalle incombenze politiche della crisi.
La ricerca del consenso ritorna difatti a essere il Tratto peculiare di ogni partito che si voglia candidare a guidare l’Italia dopo l’epoca Monti. Perciò anche il voto di Alghero sarà osservato come un test della politica nazionale. Per cercare di capire cosa potrà allora succedere, il metro di misura più sicuro è quello della capacità di ciascun partito, movimento, alleanza, di dare il senso della propria unità. Uniti si vince, non è solo uno slogan buono per la campagna elettorale, ma una constatazione scientifica per chi studia la politica come una scienza. Se si guarda quindi ad Alghero come ad un laboratorio politico, le forze in campo ancora non sembrano capaci di dare una immagine di forza tale da imprimere una decisiva indicazione politica. Il centrosinistra che ha il vantaggio di aver trovato il suo candidato sembra ancora percorso dai brividi delle primarie. Stefano Lubrano sembra aver preso in mano la direzione della campagna elettorale del centrosinistra, dettando le sue regole, imponendo il suo stile: durante la convention del Catalunya nessun politico sul palco al suo fianco, nessun intervento di politici, invece cinque giovani (sotto i 40 anni, forse 35) hanno esposto cinque temi della campagna elettorale (ambiente e turismo, opportunità per i giovani e spazi culturali, sanità in declino, urbanistica e sviluppo) prima dell’intervento conclusivo del candidato, quaranta minuti senza contraddittorio. Nessun simbolo di partito nei cartelloni, nessun riferimento politico alla coalizione nel suo discorso, solo un ringraziamento a tutti per il sostegno. Riuscirà così Lubrano a coinvolgere il Pd, Sel e tutti gli sconfitti della primarie che è questo il modello di unità politica a cui ci si dovrà adeguare? Se si vuole vincere!
Perché sul tavolo della campana elettorale di Lubrano c’è un problema cruciale, un nodo che sarà difficile sciogliere ma anche da tagliare con un solo colpo decisionista. Con la corrente di Daga in testa il Partito democratico sta cercando di trovare un terreno per stabilire una qualche alleanza con il «terzo polo» e in particolare con L’Udc. Lubrano però ha ancora ribadito una linea moralmente ineccepibile: non si può governare con chi si è trovato coinvolto con la precedente gestione della città. Anche il centrodestra sta lavorando per ricucire un accodo con il centro dello schieramento politico, ad oggi il più corteggiato: soprattutto Marco Tedde che rivendica il diritto di scegliere il candidato destinato a succedergli, sarebbe pronto a cedere pur di arrivare all’alleanza che renderebbe ardua una vittoria del centrosinistra. I Riformatori di Pietrino Fois, politico di razza, sul piano mediatico assai defilato ma attivo dietro le quinte, guardano con interesse alle mosse di Tedde (Zanetti, ex consigliere è il grande sponsor del sindaco uscente), sapendo di poter offrire un candidato di qualità con Francesco Marinaro. Mossa pero' che sarebbe indigesta a buona parte dei centristi che nulla piu' vorrebbero avere a che fare con gli ex alleati (vedi Sasso). Se non ci fosse il niet attuale di Lubrano sarebbe più facile per Sasso contribuire al successo del centrosinistra. Ma nulla e' scontato ad oggi: rimangono cosi' in campo i tre poli, che se uniti animeranno d'incertezza fino all'ultimo la sfida elettorale. Sulla base di queste analisi incrociate appare sempre più fragile la candidatura di Mario Conoci, che dalla sua avrebbe solo la forza di rappresentare la continuità con Tedde, ma così facendo finirebbe per assumere il ruolo sgradevole della controfigura.
Sublime è il fascino dei sottili giochi della politica. Eppure la fine del berlusconiano «stile del fare», che ha finito per far prevalere nel conflitto di interessi il privato sul pubblico, ha portato con lo «stile dell’essere» un’aria nuova nei palazzi del potere. La trasparenza dello status patrimoniale dei massimi ruoli del governo, ha introdotto una pratica virtuosa che meriterebbe di essere applicata a tutti i livelli della politica italiana. Facciamo una proposta: la pubblicazione volontaria della dichiarazione dei redditi dei candidati alla guida del comune di Alghero. Gli spazi di Alguer.it sono a disposizione. In questo modo si potrà capire, anno per anno, quando gli interessi personali stanno prevalendo sugli interessi dei cittadini. Un’iniziativa di trasparenza che sarebbe benemerita se adottata dalla giunta uscente. Per capire come sono andate le cose!
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