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S.A.
12 marzo 2012
Ladro si finge vittima: arrestato
E´stato arrestato dopo mesi un giovane di Burgos che aveva tentato il furto di una vettura lo scorso agosto, fuggendo con il complice nell´auto della madre. La stessa signora e il figlio hanno tentato di depistare invano le indagini denunciandone il furto

SASSARI - Sabato 10 marzo, gli agenti della Squadra Mobile, hanno tratto in arresto S.G., pluri-pregiudicato nuorese di 30 anni, residente a Burgos, con precedenti penali per rapina e in materia di armi, ritenuto responsabile in concorso di un tentativo di furto di un’autovettura e di resistenza a Pubblico ufficiale. I fatti risalgono al 2 agosto 2011, quando, intorno alle 4, in via Frau a Sassari, due individui vestiti di scuro e con il volto coperto da passamontagna avevano tentato di rubare una Fiat Punto di cui avevano forzato lo sportello e manomesso l’impianto elettrico.
All’arrivo di una pattuglia di un equipaggio delle volanti, entrambi si sono dati alla fuga a bordo di un’Alfa Romeo 156. Una volta fermata l'auto, i malviventi, con il volto travisato ed atteggiamento minaccioso, hanno affrontato gli agenti che, per evitare lo scontro fisico, hanno esploso alcuni colpi d’arma da fuoco in aria e ne hanno provocato la fuga. Scavalcando un’inferriata uno dei due ha perso il portafogli contenente, fra le altre cose, la patente di guida e dentro la macchina, invece, sono stati rinvenuti anche due telefoni cellulari.
Nel corso della stessa mattinata la madre del titolare della patente, intestataria dell’auto Alfa 156 utilizzata per la fuga, ha presentato a Burgos una denuncia per furto. Le successive indagini espletate dagli investigatori della mobile, hanno permesso di appurare l’assoluta infondatezza della versione di entrambi, madre e figlio, ritenendo quest'ultimo uno dei due responsabili. Le verifiche tecniche sui tabulati telefonici hanno permesso di appurare la sua presenza nelle stesse vie del capoluogo turritano, oltre a permettere di risalire al complice, M.G., 26 enne nuorese residente a Silanus. Il Gip, sussistendo gravi indizi di colpevolezza e verificata la pericolosità degli indagati, ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere per il primo e dell’obbligo di dimora per il secondo.
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