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S.A.
25 giugno 2012
«In servizio mentre la terra tremava»
Gli uomini della Polizia locale di Porto Torres raccontano l’esperienza vissuta accanto alle famiglie emiliane colpite dal sisma

PORTO TORRES - Per una settimana hanno condiviso luoghi e spazi di fortuna con le popolazioni martoriate dal sisma che ha colpito l’Emilia Romagna. Gli uomini della Polizia Locale di Porto Torres, che da pochi giorni hanno fatto ritorno da Mirandola, città epicentro del terremoto che il 20 e il 29 maggio ha interessato l’Emilia Romagna, raccontano l’esperienza vissuta assieme ai volontari e ai militari giunti da tutta Italia per mantenere l’ordine pubblico in un’area che ancora oggi si trova in una situazione di estrema emergenza.
Il nucleo operativo era composto dal Comandante della Polizia Locale di Porto Torres, Guido Calzia, e da Alessandro Corrias, Giambattista Manca, Gianni Falchi e Ulisse Obbili. «L’amministrazione comunale, non appena è stata richiesta la disponibilità, ha deciso di inviare una squadra del nostro Corpo di Polizia Locale in Emilia Romagna per una settimana. La loro azione – sottolinea l’assessore alla Polizia Locale, Caterina Satta – è stata apprezzata dalle amministrazioni di quel territorio. Siamo stati il primo comune della Sardegna a mandare una squadra nei luoghi del terremoto e speriamo che altre amministrazioni seguano questo esempio, perché le famiglie che stanno soffrendo e che hanno perso tutto hanno bisogno anche di questo tipo di solidarietà».
Mirandola è un centro che ha lo stesso numero di abitanti di Porto Torres, ma è ormai una città fantasma. Il patrimonio culturale è perduto, l’area produttiva non esiste più, i negozi sono ridotti a macerie, così come buona parte delle abitazioni. «È un territorio – spiegano il Comandante Calzia e i suoi uomini – dove si registrano ancora oggi scosse sismiche che abbiamo percepito anche noi nella nostra tenda. Queste situazioni creano paura e panico fra la popolazione. Abbiamo dovuto gestirle e ci siamo adoperati anche per tenere sotto controllo tutti i possibili problemi che possono derivare fra persone sconosciute costrette a convivere nelle tende».
La Polizia Locale di Porto Torres ha svolto il pattugliamento notturno, ha presidiato la “zona rossa”, ha svolto sopralluoghi nei campi-tenda e ha monitorato la zona per evitare il verificarsi di azioni di sciacallaggio. «In questa “missione” abbiamo voluto tenere alto il nome della Sardegna, portandolo sulle nostre divise e con il vessillo dei Quattro Mori davanti alla nostra tenda. La popolazione è rimasta colpita positivamente dalla decisione di portare loro la solidarietà nonostante la lontananza della nostra Isola dall’Emilia Romagna», aggiungono. Ma l’opera di sostegno ai terremotati dell’amministrazione comunale e del Comando di Polizia Locale non è ancora terminata.
«Abbiamo avviato una raccolta di giocattoli per i bimbi che hanno perso tutto nel crollo delle case. Chiunque possedesse giochi in buono stato – afferma il Comandante Guido Calzia – può portarli nella nostra sede in piazza Walter Frau. Ai primi di agosto, inoltre, un gruppo di bambini di Mirandola verrà a trascorrere qualche giorno di vacanza a Porto Torres: saranno ospiti di alcune famiglie turritane e per un po’ di tempo staranno lontani dai problemi della loro terra.
Non è escluso, infine, un nostro ritorno in Emilia a settembre: ora ci sono tanti volontari attivi, ma come accade spesso in queste occasioni più il tempo passa e più la tensione emotiva diminuisce, così come il numero delle persone che accorre in aiuto alle popolazioni colpite dai terremoti. Ma è proprio in quei momenti che c’è bisogno di maggior sostegno». Attraverso un servizio di sms solidale è possibile donare due euro alle popolazioni colpite dal sisma.
Nella foto: la squadra della polizia impegnata in Emilia
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