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A.B.
3 agosto 2012
«Blocco spesa, peso insopportabile»
A dichiararlo è Mario Medde, segretario generale della Cisl Sardegna, che spiega come questo «non consenta di far fronte agli effetti drammatici della crisi economa e sociale dell’Isola»

CAGLIARI – «Il blocco della capacità di spesa della Regione, causa il mancato adeguamento del patto di stabilità, che ha come riferimento le entrate del 2006, non consente di fare fronte agli effetti drammatici della crisi economica e sociale dell’Isola». Questo l’incipit dell’intervento del segretario generale della Cisl Sardegna Mario Medde, che interviene su uno dei principali nodi economici dell’Isola.
«Non mancano infatti, pur nella necessità di rafforzare l’autonomia finanziaria della Regione – prosegue – le risorse utili a garantire gli impegni già presi e a investire ancora di più nello sviluppo e nel lavoro. Su circa 8miliardi, il totale del bilancio regionale, si possono spendere solo 6miliardi, di cui quasi il 50percento in capo alla sanità». Nei prossimi due anni questo vincolo di spesa riguarderà circa altri 220milioni. L’effetto prodotto, insieme alle note difficoltà politiche e burocratiche dell’ente, è un ritardo nei pagamenti di circa 3miliardi, di cui un miliardo indifferibile entro il 2012. Le difficoltà della Regione di rispettare, con la necessaria tempestività, gli obblighi contrattuali rappresentano un ulteriore gravissimo elemento di criticità, per le persone, le imprese e le famiglie. Ciò si aggiunge agli effetti della crisi finanziaria internazionale e alle conseguenze dei provvedimenti del Governo Monti».
«L’adeguamento del patto di stabilità, e la sua rinegoziazione, è dunque una priorità che il presidente della Regione deve mettere all’ordine del giorno dell’iniziativa politica per recuperare quanto non concordato in questi anni con il Governo. In questa direzione – spiega Medde – le rappresentanze politiche in Consiglio Regionale sono indispensabili per contribuire a rilanciare il confronto Stato-Regione su un problema che oggi penalizza la Sardegna molto più di altre aree del Paese. Non si tratta di sollecitare al Governo l’autorizzazione per un indebitamento che andrebbe a splafondare sulla spesa pubblica, ma di rivendicare una capacità di spesa su quanto è già nella sua disponibilità e può ancora legittimamente entrare nelle casse della Regione. Si è di fronte, nonostante i ritardi, a una richiesta da supportare con una forte iniziativa politica e istituzionale. Il rischio, infatti, è che il diritto dell’Isola scompaia del tutto nelle nebbie, e nei rapporti di forza, di una campagna elettorale che rischia di rendere la Sardegna ancora più debole e invisibile», conclude il segretario generale della Cisl Sardegna Mario Medde.
Nella foto: Il segretario generale della Cisl Sardegna Mario Medde
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